
?Non sono mai salito su una Ducati di serie cos? veloce e cos? maneggevole. Quando entri in piega sembra di guidare una 600, ma quando spalanchi il gas ti ricordi che sei su una 1.100 davvero incattivita... Il motore ? una bomba, ma un po? me l?aspettavo, perch? a Borgo Panigale per me sfornano i pi? bei bicilindrici del mondo: tiro ai bassi fluido fin da 1.500 giri, spinta ai medi corposa soprattutto dopo i 7.000, potenza in alto in quantit? industriale (oltre i 10.000). La ciclistica, invece, mi ha proprio spiazzato. Non ? la classica Ducati facile per tutti (tipo 999) e neppure una supersportiva efficacissima ma un po? legnosa (tipo 998).

Per me la 1098 ? un concetto tutto nuovo per quanto riguarda lo stile di guida secondo Ducati. Mi sembra la prima ?rossa? in grado di assecondare al 100% una guida moderna: ? reattiva di avantreno ma precisissima in percorrenza di curva, ? leggera come una piuma ma saldamente poggiata a terra, ? corta e compattissima ma ugualmente abitabile. E che sound il motore? Quando mi sono lanciato fino a 291 km/h di tachimetro in fondo al rettilineo di Monza, mi sembrava che l?asfalto si arroventasse sotto la gomma posteriore ad ogni cambio marcia; poi ? bastata la pressione di un dito sulla leva del freno per rischiare di ribaltarmi in avanti! Questi dischi da 330 mm sono di gran lunga i pi? potenti che mi sia mai capitato di provare su una moto di serie, ma secondo me meritano ancora un lavoro di messa a punto: quando il pilota tira la leva del freno con una forza media e solo a velocit? elevate (sopra i 150 km/h) si innesca una fastidiosa vibrazione che si propaga fino ai semimanubri.







Qualche info in pi?:
Pi? attesa di una superstar alla serata degli Oscar, sta per fare la sua grande entrata in scena al Salone di Milano la nuova Ducati 1.098, l?ammiraglia della serie Superbike della Casa di Borgo Panigale.
Perch? tanta attesa?
I ?malati? del Marchio ovviamente stanno fremendo ma anche chi al momento guida una Jap ma col cuore che batte al ritmo di bicilindrico, quasi spera in una moto finalmente azzeccata.
Perch? diciamocelo, la 999 azzeccata, almeno nell?estetica, non lo era.
Barocca, e per certi versi sgraziata, la vecchia sportiva Ducati strizzava troppo l?occhio al design, per piacere ai puristi. Con quel modello si era un po? persa di vista una procedura che nel corso degli anni ha generato alcune tra le pi? belle sportiva, italiane ovviamente.
Motore, telaio, sopensioni, ruote sono la base che conta, sopra la quale vanno sistemati pochi e indispensabili accessori, come serbatoio, carenatura (solo quel che serve, guardatevi la nuova RC 212 V 800 di Daniel Pedrosa?), disegnati per essere funzionali e, in ultimo, belli.
Era il miracolo della moto italiana, che dettava lo stile piuttosto che stupire con effetti speciali spesso mal riusciti, alla ricerca di una personalit? ormai persa.
Sulla nuova Ducati si ? esagerato poco, disegnando le forme, s?, ma con misura e il risultato ci pare ben riuscito, anche se il giudice ultimo rimane la marea di appassionati che l?aspettano al varco, tra gli stand del Salone e in futuro tra i cordoli delle pista e sugli asfalti dei passi di montagna.
Il telaio, ovviamente ? a traliccio di tubi, maggiorati per? nel diametro esterno e ridotti nello spessore, per aumentare la resistenza meccanica e diminuire al contempo il peso.
Dai primi dati diffusi il nuovo chassis peser? 0,5 kg in meno del vecchio, e non ? poco.
Alla struttura principale si collega un forcellone monumentale, scatolato in alluminio (lamiere stampate saldate tra loro e unite a una parte fusa nella zona di attacco al telaio): quasi a contrastare l?aspetto davvero mesto del componente in alluminio pressofuso della 999 ?base?. Bellissimo, anche se il notevole sviluppo verticale lo fa sembrare un po? corto e tozzo.
All?interno della gabbia di tubi del telaio ? imbrigliata tutta la cattiveria dei due cilindri bolognesi. Nuove testate pi? compatte che hanno presumibilmente implicato una nuova dislocazione dei supporti degli alberi a camme per compattare tutto.
Basti osservare i coperchi delle valvole che sul nuovo motore seguono quasi a filo il perimetro dei boccioli delle camme.
Tali coperchi si serrano ora con sole 4 viti e non con 6 (meno peso!), mentre la fusione delle testate si allunga molto nella zona dei collettori di aspirazione, limitando al minimo l?altezza del raccordo gommato.
Molti sensori sono stati riposizionati e bisognerebbe vedere la configurazione definitiva per capire come sar? sistemato il termostato e il distributore del liquido refrigerante, prima posizionati sul fianco sinistro del cilindro anteriore.
Anche grazie al nuovo sistema di alimentazione con corpi farfallati ellittici, questo motore eroga 160 CV, pesando circa 5 kg in meno rispetto a quello vecchio, a detta dei tecnici Ducati.
Il peso totale della moto dichiarato ? di 173 kg, davvero contenuto per una sportiva stradale.
P.S. A ME ME PIACE NA CIFRA!!!!








non c'e' due senza tre 




