Provare stati d’animo negativi è naturale
Viviamo in una società in cui le emozioni e le sensazioni negative sono state demonizzate.
“Hai mal di testa? Prendi la pasticchetta. Sei triste? Potrebbe essere depressione: prendi la pasticchetta. Sei nervoso? Probabilmente soffri d’ansia: prendi la pasticchetta“.
Insomma, oggi c’è la pasticchetta per tutto. Il punto è che non tolleriamo più il minimo disagio.
Personalmente credo che provare stati d’animo negativi sia assolutamente naturale.
Sono anzi convinto che saper convivere ed accettare i momenti negativi della vita sia indispensabile per sviluppare la nostra resilienza.
Sono però altrettanto convinto che sia importante sviluppare la capacità di gestire le nostre emozioni ed agire sul nostro umore in modo proattivo, senza dover necessariamente ricorrere all’aiuto esterno, che sia la famosa “pasticchetta” o succedanei peggiori.
La “tecnica dei 3 minuti”, di cui ti parlerò a breve, rispecchia esattamente questa mia filosofia.
La tecnica dei 3 minuti di cui ti parlerò in questo articolo è maggiormente legata all’
azione e all’autostima.
L’idea di base è quella di cambiare umore realizzando tante piccole azioni di 3 minuti o giù di lì, che siano in grado di renderci soddisfatti di noi stessi, ma soprattutto, che siano in grado di innescare un circolo virtuoso in cui alle piccole azioni seguono azioni sempre più consistenti in grado di rivoluzionare letteralmente le nostre giornate e, in ultima analisi, la nostra vita.
Ma di che azioni sto parlando?
Alzatomi tardi, dopo un sabato sera non propriamente salutista, ero pervaso da un mix letale di malessere fisico, voglia di non fare un beneamato c*****o (ciuffolo), e demotivazione cronica.
Annaspando a malapena in questo mare del male di vivere, mi guardai intorno: la camera sembrava l’antica Roma dopo il sacco degli Unni, sulla sedia vicino alla scrivania c’era una tale montagna di vestiti che a malapena si intravedeva lo schienale e la cucina poi… era invasa di piatti sporchi del giorno precedente.
L’ultima cosa di cui avevo voglia in quel momento era mettere in ordine.
Poi, in un breve istante di lucidità, ebbi un’idea… ero curioso di sapere quanto cavolo ci avrei impiegato a sistemare almeno il lavandino della cucina
Così, cuffie dell’ipod alle orecchie e playlist grunge selezionata, feci partire il cronometro.
Beh, indovina quanto tempo impiegai per lavare i piatti e pulire il lavandino?
3:03 (3 minuti e 3 secondi), ovvero la durata esatta di Breed dei Nirvana.
Può sembrare sciocco, ma l’idea che avevo fatto così tanta resistenza e rimandato un’azione di appena 3 minuti fu per me illuminante.
Il mio umore cambiò all’istante.
Non solo quel giorno sistemai il resto della cucina e la mia camera, ma posi anche una delle prime pietre del progetto EfficaceMente, costruendo di fatto le fondamenta per una delle mie prime fonti di reddito passivo legate alle mie passioni.
