Arriviamo in pista alle 8 in punto, montaggio gazebo e termocopertaggio gomme (KR nuovi nuovi
A luglio scorso avevo la moto stabile ma durissima da guidare, l'anteriore troppo alto e scarico faceva scivolare un poco la gomma anteriore ed i rapporti erano decisamente lunghi (15-41), tanto da non poter inserire mai la sesta. Per la mia seconda volta a Vallelunga ho deciso quindi di sfilare una tacca di forcella (da 1 a 2) e di montare la corona da 43 (quindi interasse diminuito di circa 8 mm), sperando di non perdere stabilità in frenata e nelle curve.
Entro verso le 9,30 e subito l'amara sorpresa: la moto si muove parecchio, in staccata ma anche in curva
Incontro Danilo col suo Ninja e giriamo un po' insieme, il suo best è 52 basso, oggi ha già girato in 53 e punta al 51, anche se c'è da dire che lui i tempi se li prende da solo..
Suzukiman invece non ingrana, gira piano e soprattutto non riesce ad essere aggressivo, ha problemi di saltellamento in frenata e non ha feeling in ingresso curva
Vincenzo si diverte invece parecchio con la sua hornet e la sua guida stile motard (fa il campionato regionale della categoria), si butta come un pazzo nei sorpassi e fa parecchie vittime, ovviamente paga sul dritto (lo passo anch'io
A pranzo decido di rimettere la corona da 41, tornerò ad esser più lento sul dritto ma almeno la moto sarà più stabile.
Arriva idro col suo amico Stefano, il quale mette al banco il suo Gixxer 1000 K4, terminale Yoshimura, power commander e testata ribassata (rapporto di compressione da 12,5 a 14!!!!!!
Il caldo è bestiale e la mancanza di allenamento si sente parecchio: a luglio, dopo tanto Sagittario da marzo a giugno, mi sentivo molto più in palla, ieri invece, dopo due mesi di stop, facevo molta più fatica, ma la voglia di girare è troppa ed alla fine avrò coperto comunque 310 km, contro i 378 dell'11 luglio. Penso di non aver mai sudato tanto: ho bevuto almeno 5 litri di liquidi e sono andato a far pipì una sola volta..
Rientro con la vecchia corona e la moto in frenata è abbastanza stabile, ma ancora un po' ballerina in percorrenza
Il pista la solita variegatissima fauna motociclistica nostrana: ipersport quasi tutte a 4 cilindri (ma anche una RSV old ed una new), naked (anche una Tuono new) e stavolta anche un sacco di ragazze (2 con sv650, 2 con 750 K6, almeno un altro paio con altre moto), un paio delle quali anche veloci
Decidiamo di riposarci un po' a metà pomeriggio per poi fare un unico run finale col pieno di benzina, anche perchè verso le 16 la pista è completamente piena. Per il run finale Danilo si fa fare un ritocchino al mono da Alessandro di SP Suspension (lui punta al 51), Suzukiman si convince ad indurire un po' la forcella per limitare i saltellamenti (lui ricerca il feeling), Vincenzo non tocca nulla perchè sulla sua Hornet non c'è nulla da spippolettare (lui punta solo a far casino
Ecco quindi che tutti e 4 rientriamo alle 17 decisi a non mollare sino alla bandiera a scacchi.
Siamo insieme e ci divertiamo un po': Vincenzo è ormai sulle tele e scivola da tutte le parti, ma ancora è battagliero e non fa prigionieri
Davanti trovo suzukiman e quasi non lo riconosco: lo vedo bello incarognito in carena, com'è nel suo stile, e capisco subito che tutto a un tratto ha ritrovato feeling, son contentissimo per lui e lo seguo per un paio di giri: è bello pulito e scorrevole su tutta la pista, piega parecchissimo ma ancora non trova neanche lui i giusti punti per le frenate e tituba un pelo troppo al curvone, però per il resto direi che va proprio bene, è solo questione di allenamento e di ricerca dell'assetto giusto, e magari di provare le 211 che lo attendono in garage
Danilo è il prossimo, lo seguo per un paio di giri e vedo che riesco a tenere il suo passo, poi un ciccione su R1 mi affianca nel punto in cui prendo i freni alla Campagnano, va largo e mi trascina con sè, perdiamo qualche metro dal 636 e mi metto con rabbia alla ruota del ciccione, che mi stacca di motore ma lo riavvicino in precorrenza ed uscita, ma di passarlo non se ne parla..
Per qualche giro cerco di spingere, anche se il piede destro si è addormentato e le spalle iniziano ad indolenzirsi, comunque qualche frenata ormai la faccio decentemente (quelle più lente: Soratte, Trincea e Tornantino), ai Cimini anche oso di più e qualche volta la imbocco bene, mentre alla Campagnano, alla Semaforo e alla Roma ancora non ci siamo, sbaglio ed entro sempre troppo piano.. Mi giro e son solo, Danilo è uscito (non aveva messo abbastanza benzina..
Ero convinto di far meglio.. Sarà la stanchezza? Boh, comunque mi sento alla frutta e decido di rallentare per riprendere fiato e sfruttare questi ultimi minuti di pista deserta, quando ecco che, mentre passo sul rettilineo, vedo entrare un CBR600 arancione, mi ci trovo dietro ma istintivamente non mi viene di superarlo di slancio, e mi ritrovo a seguirlo mentre imposta con la massima compostezza in sella il curvone. Ancora non sta spingendo ma non va piano, e da come si muove in sella e dalle sue traiettorie precisissime capisco subito che è un gran conoscitore della pista.
Quale migliore occasione per capire qualcosa di questa Vallelunga? Si gira e mi guarda per un attimo, non mi sembra infastidito dalla mia presenza, comincia a spingere di più ma con una tale tranquillità che quasi mi ipnotizza: do l'ultima bustina di energia che mi rimane e cerco di non mollarlo, di motore quasi gli sto dietro, in frenata pure (ma io son tutto impiccato, lui neanche si muove sulla sella..), in ingresso e percorrenza mi da qualche metro, in uscita siamo lì.. cerco di recuperare in frenata e con le smanacciate di gas in uscita, riesco a mettere in crisi il KR posteriore (un paio di belle imbarcate con relativa sgommata nell'intimo..
Al primo errore un pelo serio in ingresso infatti mi da una ventina di metri, provo a recuperarli ma non ne sono in grado, e per fortuna l'istinto di sopravvivenza mi fa a quel punto desistere dal provarci ulteriormente, poi la riserva della benzina e la bandiera a scacchi decretano definitivamente la fine dei giochi..
Al rientro guardo i tempi sul cronometro: c'è un miracoloso 53,1, che non saprei neanche dire a che giro l'ho fatto, ma poi solo da 54,0 in sù, segno che ancora son lontano dall'aver trovato il bandolo della matassa, ma anche che il traino giusto sortisce sempre il suo effetto
Prossima volta si torna con il rapporto giusto (penso proprio che sia 15-44) ed un paio di maglie di catena in più
Insomma gran giornata, massacrante ma dalla quale penso di aver appreso più di una sola lezione
Ancora un grandissimo ringraziamento ai miei compagni di avventura ed un arrivederci a prestissimo sulla pista romana
sam









