Così, dopo settimane di preparazione finalmente mercoledì si parte.
Ma ritorniamo al momento in cui ho pensato a come si sarebbe svolto il viaggio. Primo dilemma: la scelta della moto. Mana o Falco? La Mana la conosco come le mie tasche; affidabile in ogni condizione e divertente tra le curve; sicura, comoda… 54 mila km sul groppone e poi non vola quando si tratta di correre. La Falco non la conosco ancora bene; scomoda; faticosa da portare e non ammette distrazioni; beve come un inglese al pub; ma protegge bene dal vento e quando si ha fretta non si lascia pregare.
Il viaggio, però, è anche mettere in discussione se stessi aprendosi a nuove conoscenze …quindi non potevo scegliere che l’opzione meno agevole, la strada non ancora battuta, la belva mai domata: la Falco.
Terribilmente affascinante (e poi sfoggia orgogliosamente la targa LE) nonostante i suoi quattordici anni, la mia Falco “rosso flamingo”, cattura ancora sguardi d’ammirazione tra motociclisti e non ma è anche scorbutica e poco incline a trotterellare con un filo di gas e per 5-600 km al giorno tra passi di montagna. Quindi devo metterci le mani, ho pensato. E allora: nuovo mono (RSV) e leveraggi e upgrade forcella per una maggiore scorrevolezza. Via i silenziatori originali per dei nuovi e più leggeri Projsix della Roads Italia. Nuova eprom GRT e messa a punto CO. Infine qualche sostituzione preventiva di componenti un po’ alla frutta per ridurre il rischio di rotture e sostituzione delle Renne con le M7RR della Metzeler appena sfornate.
Dopo queste modifiche la Falco è diventata uno spettacolo. Non scalcia più e fila anche a duemila giri quando serve. Resta ovviamente la “cazzimme” (dal napoletano) del V60 che a noi piace tanto perché ci fa sudare.
Poi ho dovuto attrezzarmi per il trasporto bagagli. Dovendo stare 15 giorni fuori avevo bisogno, come minino, di una borsa da serbatoio e una da sella. Ma siccome quando si viaggia “the less is better”, decisi che con 30/40 litri di capienza avrei avuto spazio per tutto il necessario. Fare le valigie non è un atto di banale menage domestico. È pura filosofia applicata. Analisi e attenta valutazione e infine francescana decisione: ciò che non è indispensabile è superfluo (e resta a casa).
Ho riadattato una vecchia borsa da serbatoio per moto da enduro della IXS con una decina di € di spesa. Per la sella ho comprato una Rearbag della Bags Connection (operazione ben più costosa) da 23-36 L. Bellissima e costruita con grande cura. 160€ circa di listino.
Attrezzatura: completo intimo (niente guepierre però) della SIXS con pelo di c@lo di cammello misto carbonio che però giustifica il prezzo (alto) e il fatto che non trattenga il sudore (vero). Gilet alta visibilità da abbinare alla giacca della stessa marca (per evitare l’effetto ausiliare del traffico) e pantaloni in pelle: l’unica soluzione quando fa molto caldo e tra le gambe hai un reattore nucleare. Da non dimenticare Kit pronto soccorso omologato sgrat-sgrat, vermoni ripara gomme sempre sgrat-sgrat, un kg di eni-racing 10W60, mini bomboletta di grasso per catena, mezzo kg di fascette, chiave di scorta, salviettine, luce d’emergenza, visiera chiara e scura, guanti in lattice, sopra-guanti in neoprene e preservativi se piove mentre stai facendo pipì per strada… la lista potrebbe continuare ma poi il forum dovrebbe essere migrato su un server più capiente.
Per quanto riguarda la guida mi sono rifornito di cartine di mezza Europa e all’occorrenza so chiedere indicazioni in 167 lingue (di cui 163 sporche). Dovrei essere a posto.
La moto è stata già provata in configurazione definitiva (pressione 2.5 – 2.6) e i bagagli sono già caricati.

L’itinerario? Qualcuno se lo starà chiedendo a questo punto. Ebbene quattro o cinque tappe:
1. Roma – Busca (CN)
2. Busca, Briançon, Routes des Alpes, Col de la Bonnette, Vallée de la Tinée poi Gorges du Verdon e Quinson (Provenza). Solo in questa tappa c’è una mezza dozzina di passi tra i più belli del Sistema Solare. https://goo.gl/maps/wtwvg
3. Quinson – Puigcerdà (Pirenei) attraverso la Provenza e poi la parte francese dei Pirenei Orientali. https://goo.gl/maps/I9OzO
4. Puigcerdà – Murcia (Spagna) attraversando la parte montuosa della Catalogna poi verso la costa e giù verso il Sud.
5. L’ultima tappa potrebbe richiedere uno stop intermedio e quindi allungare di un giorno il viaggio.
Un totale di circa 2.500 Km scarsi. Per il resto, una volta lì vedremo…








) e per fare qualche foto (poche). 




