marcomarco ha scritto:AngeloTuono ha scritto:La notizia è vera, come è vero che qualche infame non ha permesso a Delbianco di allenarsi al "ranch" con gli altri "pilotini" italiani. Prima che un branco di idioti cominci a difendere l'indefendibile, la richiesta è stata fatta da Drudi...
Non vedo quale sia il problema, ha già il suo Sky VR46 Team e ci fa andare cani e porci al ranch... boh?
No infatti, visto che in MotoGP fra poco correranno solo spagnoli, perché cercare di far crescere i piloti italiani. Per inciso sarebbe compito della FMI, ma stendo un velo pietoso...
Da moto blog:
"Tutto questo giro di parole per dire che il pilota scelto da Biaggi per il proprio nuovo Team (moto Mahindra) nell’avventura del Civ Moto3 2017 è il 19enne riminese Alessandro Del Bianco – ottimo driver del Civ già della Casa pesarese TM – pilota che attraverso i buoni uffici del noto designer Aldo Drudi sarebbe stato ben lieto di entrare nell’Academy per i servizi offerti, a cominciare dalla possibilità di allenarsi nel Ranch di Tavullia, a due passi da casa.
Ma dal fortino del Ranch è arrivato il disco rosso, un secco “niet” con una motivazione che – se vera – la dice lunga su questa e su altre storie e su come vengono intesi i rapporti e sulla base di quali parametri avviene la selezione e si viene scelti o rifiutati. Il “cortese” rifiuto è stato dato perché l’Academy è già … piena, non c’è posto per altri. Ognuno a casa propria è padrone e decide chi ospitare. Ma una domanda s’impone: Del Bianco avrebbe ricevuto il NO se fosse stato ancora un pilota della pesarese TM e non il nuovo portacolori del nuovo Team di Max Biaggi?
Indubbiamente, per l’Academy è una occasione persa in quanto si priva di un pilota di tutto rispetto. Ma – si dirà – uno più uno meno fa lo stesso. Già. Quel che più conta, però, è che chi ha deciso questa “epurazione”, rischia di perdere se non la faccia, quanto meno il senso della (buona) misura trascinandosi beghe antiche che una occasione come questa avrebbe potuto mettere nel dimenticatoio. O quasi.
Evidentemente, non solo uno sgarbo “malandrino”, un gesto poco signorile, ma un passo falso che dimostra un senso "unico" a proprio uso e consumo dell’ospitalità e una supponenza che apre le porte dell’Academy solo agli amici e agli amici degli amici, relegando gli amici dei nemici oltre il fossato. Perché, si sa, l’amico del mio nemico diventa mio nemico."