Mugellooooooo

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Giak83
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Giak83 »

Ma io lascerei tutto come hai su.....io sono andato con rsv Con 15/42 che uso in strada tanto sarei un paracarro cmq :-)
E comunque starai talmente emozionato concentrato a capire la pista che non ci faresti neanche caso.
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Fastandfreddy
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Fastandfreddy »

Diciamo che se hai la possibilità di portarlo dietro e provarli entrambi sarebbe il top ma poi ti servono un tot di chiavi per aprire il carte del pignone regolare il tiro catena dopo ecc. ecc.
Altrimenti metti il pignone originale se vuoi stare tranquillo.
Comunque il problema grosso c’è l’hanno le moto con i cv pesanti che arrivano a stendere bene anche la sesta.
Io ricordo con la Street Triple 675 che aveva 106 cv dichiarati che si arrivava in piena sui 235/240 non ricordo bene, ma arrivava al traguardo ancora in accelerazione poi si plafonava, mentre con la cbr600 RR con 20 cv in più e carenatura protettiva mettevo la sesta poco prima del traguardo e saliva di giri fino alla San Donato.
La Triumph non aveva abbastanza birra per tirarli rapporti più lunghi in più non avevo carenatura a proteggermi dall’aria!
Comunque uno che lavora da professionista nelle corse come tecnico mi ha detto che al Mugello la sesta se la metti sotto il traguardo sei rapportato giusto!
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Fastandfreddy »

Guida a Misano per amotori:
Rapporti BMW S1000RR: 15/41
Gomme: Metzeller 120 k1 - 190k1
Tecnico Sospensioni: SR-Racing
Istruttore d’eccezione: Fabrizio Lai
Velocità max raggiunta: 259 kmh (F.M.I.)
Tempo sul Giro: 1,43.70 (prove libere) - 1,44.30 F.M.I .

http://i.imgur.com/6kBkSFa.jpg

Tipologia circuito: Circuito con molte ripartenze, Curva 6, curva 8, curva 10, cuva 14 e frenate brusche, curva 1, curva 4, curva 8, curva 10, cerva 14, curva 16 – si consiglia la moto con un interasse non corto – serve contrastare l’impennata e avere una stabilità nelle curve veloci.

Uso una rapportatura lunga, marcia più alta utilizzata 5°, prima del curvone .
La scelta dei rapporti deve essere tale per cui prima del curvone, in 5°, il motore non deve arrivare al limite dei giri ma almeno 1000-2000 giri di meno, in quanto alla riapertura del gas nel curvone in piena piega il motore deve spingere e non deve andare al limitatore in quanto essendo piegato i rapporti si accorciano.

Premetto: un 1000 con le potenze odierne non va guidato in percorrenza ma bisogna spigolare molto, cioè non bisogna cercare di farla scorrere in curva anche se questo a volte ci può sembrare poco redditizio a centro curva.
Per cui le fasi sono: Frenata, piega veloce e spigolata, sollevamento moto ed accelerazione massima.
Premessa: La descrizione sottostante delle velocità, di come affrontare le curve, il punto di staccata ecc ecc, è riferita a coloro che già hanno dimestichezza con il circuito e che già girano in tempi sufficientemente bassi, diciamo a qualche secondo dal tempo indicato sopra.
Più esplicitamente suddetta descrizione può essere utile a colui che già gira in questo circuito con tempi non superiori a circa 1,52, diversamente per colui che gira in tempi, per esempi, di 2,00 o 2,05 o addirittura per la prima volta si accinge a girare in circuito questa descrizione non è assolutamente da prendere in considerazione, anzi alcuni accorgimenti potrebbero essere pericolosi.
Per quest’ultimi consiglio di impratichirsi con il circuito stesso, abbassando i tempi, per poi adottare magari una guida diversa.

Curva 1:
Si arriva in 4° marcia al limitatore completamente a sx (a volte rimango sulla linea bianca del muretto) il riferimento della staccata per me è una riga bianca trasversale prima di iniziare il cordolo, la staccata deve essere molto incisiva nel primo momento per poi allentare man mano che si piega in quanto ci si può accompagnare leggermente in curva con i freni, io stacco sul cordolo in modo da sfruttare tutta la pista (tiene molto), ritardo l'inserimento in modo da angolarla molto ed entro in terza.
E’ importante stare più a sinistra possibile, ci verrà d’istinto mentre si frena di direzionare la moto in centro pista, state il più possibile vicino al cordolo.
Nel caso si dovesse arrivare impiccati va bene la seconda marcia che ci aiuta a rallentare in curva a freni lasciati, ma se si arriva giusto la seconda ci rallenterebbe molto in modo da costringerci a prendere in mano il gas prima della variante del parco ed in questo frangente che solitamente si viene superati.
Terza marcia si fa scorrere molto cercando, in uscita, di stare non oltre la metà pista, si raddrizza si scala in seconda e si affronta la curva due.

Curva 2:
Si arriva a gas chiuso in seconda si aggredisce il cordolo e si tira la moto verso l'interno della curva, qua bisogna "mordersi la lingua" ed aspettare qualche istante ad aprire, l'istinto ci suggerisce di aprire ma cosi facendo la moto va verso l'esterno mettendoci in difficoltà per la curva successiva, (ricordatevi che in una “S” va penalizzata la prima curva in modo da sfruttare a pieno l’uscita della seconda curva) ritardando l'apertura abbiamo 1° che la moto rimane all'interno, che è la traiettoria ideale, 2° alziamo la moto ed possiamo spalancare il gas , ci sembrerà di essere lenti ma in quel punto non è possibile essere superati e quanto spalanchiamo abbiamo la massima accelerazione.

Curva 3:
Si deve arrivare tutto a sx dalla curva 2, si mette in terza e si ritarda l'ingresso in quanto la curva 3 è composta da più raggi, si piega andando a cercare il secondo punto di attacco del cordolo (2° raggio) a quel punto si solleva un pò la moto si spalanca il gas puntando il cordolo esterno, attenzione se non si solleva la moto il posteriore tende a partire.
Si tira tutta la terza se si è lunghi, si mette in quarta se si è più corti, se ci pensate è meglio essere lunghi perche in questo caso avete una marcia in meno da togliere concentrandovi di più sulla staccata del
Rio.

Curva 4 e 5 Rio:
La staccata è molto poderosa e si fa stando a sx quasi sul cordolo, si scala una marcia (2°) si allentano i freni e si entra alla prima del rio ritardandola leggermente.
attenzione all'interno della prima curva c'è un avvallamento pertanto e sconsigliabile arrivare con i freni in mano per non perdere l'anteriore, per cui nel caso che arrivate lunghi alla Rio (ed è facile in quel punto) piuttosto mettete in prima marcia, cosi facendo la moto rallenterà anche all'interno della curva senza bisogno di frenare con l'anteriore, anzi frenando dietro le forcelle si estendono.
Tenete presente che in gara (Civ ecc) spesso entrano in prima marcia e mettono la seconda marcia tra la prima e la seconda del rio.
Io spesso entro in prima ed ottengo 2 cose: frenata anche all'interno della curva, e quando lascio la frizione dopo la scalata la moto si intraversa impostando meglio la curva.
Ingresso alla prima del Rio, se fatta alla velocità giusta la moto va fino al cordolo esterno, le due curve del Rio vanno fatte come se fosse una curva unica quindi con la stessa inclinazione, ritardare la seconda del Rio in modo da trovarsi in uscita al cordolo dx (se si anticipa, in uscita ci si trova a metà pista e questo ci rende problematica la svolta successiva alla curva 6. Marcia 2°

Curva 6:
Dalla curva 6 insieme alla 10, 14 e 16, è importantissimo come si esce in quanto ci si immette in un rettilineo e pertanto abbiamo bisogno della massima accelerazione possibile.
Si esce dalla Rio 2 (curva 5) in seconda cercando di stare più a destra possibile bisogna svoltare la moto più velocemente possibile (magari aiutandosi con un colpetto di gas) si ritarda l’ingresso e con il ginocchio si prende completamente il cordolo interno, si cerca di alzare la moto prima possibile andando a finire sul cordolo esterno contemporaneamente aprire il gas il più possibile e spingere sulle pedane per contrastare l’impennata.
Ci si trova in un rettilineo interrotto da una leggera ed insignificante curva 7 che si taglia agevolmente, si tira fino alla 4° marcia e in funzione ai rapporti e da come di esce dalla curva 6 si appoggia la 5° e si arriva alla curva 8 …..la Quercia.

Curva 8 la Quercia:
Si arriva in 4° marcia al limitatore o 5° appena messa, si stacca quando inizia il cordolo e alcuni staccano sul cordolo (Roby –festa) alcuni abbastanza vicino al cordolo, qua sarebbe opportuno come in curva 1, pochi istanti prima di staccare, usare il freno posteriore in modo da schiacciare il retrotreno dare stabilità e timone, si scala fino alla seconda (è possibile anche tenere la terza si ha meno cose da fare in uscita)
La curva della quercia fatta con un 1000 è la tipica curva dove è opportuno “mordersi la lingua” cioè, si è portati dall’istinto mentre si frena a spostarsi subito mirando l’interno del cordolo, invece bisogna proseguire come voler andar lunghi in modo da svoltare passare sul cordolo in un punto solo (tangente), addrizzare la moto ed aprire il gas.
Normalmente si è portati ad attaccare subito il cordolo percorrerlo tutto alla massima inclinazione e poi piano piano aprire, in realtà nella guida spigolata il cordolo va toccato in un punto, l’esito è un uscita decisamente più veloce.
Tenete presente che se arriviamo al cordolo interno lo percorro tutto vado al cordolo esterno per poi tornare al cordolo opposto per la curva successiva ho fatto anche dei metri trasversali che allungano di modo la pista**** (meno strada faccio meno tempo ci impiego) questo ovviamente non è sempre possibile.
All’uscita della curva 8 spingere sulle pedane per contrastare l’impennata, ancora si è piegati che bisogna mettere la terza, si taglia pista e ci si porta dall’altro lato mettendo la 4° marcia.



Curva 9 e 10 Tramonto:
Si arriva alla curva 9 dalla parte opposta della curva si taglia a dx passando sul cordolo della curva 9 stessa (o comunque vicino al cordolo) si inizia a staccare un pò di metri prima del cordolo stesso (il riferimento e solo visivo e ad personam) dal momento che la staccata la si fa in curva si procede nel seguente modo: si è sul cordolo esterno sx si svolta la moto verso l’interno della curva 9 si inizia a staccare lievemente si raddrizza la moto si passa sul cordolo della curva 9 si frena molto a moto quasi dritta si scalano 2 marce (2°) e si prosegue dritto verso l’esterno della pista, cioè come voler andar lungo allontanandosi dal cordolo della curva 10 (tramonto) per poi mollare i freni svoltare la moto passare con il ginocchio sulla parte finale del cordolo interno della curva 10 raddrizzare la moto andando verso il cordolo esterno e spalancare il gas.
Anche qua spingere sulle pedane per contrastare l’impennata.
E’ importante sacrificare la velocità di percorrenza della curva 10 (tramonto) in modo da aver più accelerazione possibile utile per il rettilineo.
Un appunto, tenete presente che Lai davanti a me spigolava cosi bene che in uscita con un kawa originale (15cv in meno) mi dava 50mt.

Curva 11 (curvone)
Dal disegno sembra una curva da nulla, vi assicuro che se fatta bene io vedo sempre sul cordolo l’immagine della Madonna.
Si arriva dal rettilineo si mettono 3°, 4° e 5° poco prima della curva sulla sinistra inizia il cordolo, bisogna salirci, sempre sul cordolo avete il cartello 100mt, vi verrà da frenare ed iniziare la curva, sbagliato….ignorate il cartello ed al cartello 50mt chiudete il gas per far abbassare l’avantreno.
Ora: l’ideale sarebbe pelare il gas, l’istinto vi dirà di chiuderlo, la Madonna di frenare, andate per gradi sappiate che per farla bene bisogna al cartello dei 50mt chiudere e non tutto il gas piegare in modo deciso la moto ed appena individuato che la traiettoria è quella corretta aprire il gas di nuovo.
Attenzione, se si anticipa troppo la curva (cartello dei 100mt) la traiettoria sarà tale che a centro curva prendiamo in pieno un avvallamento che scomporrà la moto ed insieme al fatto che sarà in quel punto che aprirete il gas la moto inizierà ad ondeggiare notevolmente.
Per cui riassumendo si è sul cordolo a 50mt si chiude il gas si piega la moto appena possibile si punta il gas e la moto spontaneamente andrà sul cordolo esterno a quel punto aprite tutto il gas.
Tenete tutto il gas aperto fino alla curva 12

Curva 12 Carro1:
La curva 12 è una curva leggera che va tagliata, si arriva dal curvone in 5° con gas spalancato dalla parte sx della pista, si attraversa la pista passando sul cordolo interno della curva 12, quando si è sul cordolo si chiude il gas e si frena da prima leggero (una frazione di secondo) e poi abbastanza intensamente scalando 2 marce (3° marcia) e dirigendosi verso l’esterno (SX) della pista, bisogna puntare il cordolo esterno, tutto questo avviene con moto fortemente inclinata, all’inizio avrete paura di frenare in realtà la moto è stabile.
Il vantaggio di girare con la 5° marcia lo si ha soprattutto li perche le marce da togliere sono solo due e non tre, il tempo per frenare e scalare non è molto ed una marcia in meno fa la differenza.
Come detto si punta il cordolo esterno per arrivare alla curva 13.

Curva 13 Carro2:
Si arriva molto forte e si sta molto larghi per poi chiudere all’interno della curva passando con il ginocchio completamente sul cordolo.
La curva 13 si affronta senza frenare (si mollano prima) e a gas chiuso, se la velocità è giusta lo capirete in quanto la moto va spontaneamente sul cordolo esterno senza accelerare e si arriva alla curva 14 dove li è la staccata.
Se subito dopo aver passato il cordolo della 13 dovete aprire il gas vuol dire che la velocità è bassa…….rimedierete il prossimo giro .

Curva 14 carro3 o tornantino:
Se si è fatto tutto giusto si arriva dalla curva 13 in 3° marcia senza accelerare……….. ora lo so che nessuno ci crede ma la curva 14 va fatta solo e soltanto con un'unica marcia…. La 1°!!!!!!
Si arriva sul lato esterno, si stacca molto forte e mentre si stacca ci si porta a centro pista si scalano 2 marce (dueee si mette la prima) si va qualche metro più avanti del dovuto (fate delle prove e capirete da soli quanto più avanti perche come detto precedentemente per altre curve si è portati a curvare prima) praticamente la curva diventa una V,
Mettendo la prima marcia, in funzione di come si stacca la frizione la moto può leggermente intraversarsi, nessun problema nessuno è mai caduto e nessuno mai cadrà per questo motivo e vi aiuterà.
Perche la 1°?.... come detto precedentemente un 1000 deve spigolare molto se entrate in seconda la curva è lenta ed il motore vi spingerà fino al cordolo esterno perdendo un sacco di tempo e senza poter aprire il gas, mettendo la prima e ritardando notevolmente la curva andiamo a toccare in un solo punto il cordolo e verso la fine dello stesso, trovandoci in uscita a metà pista (invece che sul cordolo esterno) pronti a spalancare il gas*** e mettere in seconda, in questo modo avrete l’accelerazione massima.
Non solo, con la prima marcia abbiamo il posteriore che frena e non l’anteriore, questo ci aiuterà a stare molto stretti e rallentare senza rischio di far partire l’anteriore.

Curva 15 Misano1:
Si arriva dalla curva 14 in seconda, si può tenere la seconda ed avere più freno motore e subito dopo mettere la terza o mettere subito la terza e far scorrere di più la moto, io esco dal Tornantino non supero la metà della pista**** apro appena posso il gas e butto subito seconda e terza andando a prendere il cordolo sulla destra (ci si sale), la Misano 1 si prende forte per cui bisogna sfruttare cordolo esterno – cordolo interno – e cordolo esterno in uscita, si entra a gas chiuso ritardandola ed appena possibile ci si sporge dalla moto alzandola e aprendo il gas in modo da dare un impronta maggiore della gomma a terra.

Curva 16 Misano2:
Si arriva dalla Misano 1 in terza piena si stacca stando il più possibile a dx andando a pizzicare il cordolo e si stacca in modo breve ma forte scalando una marcia (2°) ,facendo attenzione che il fondo è un po’ sconnesso e l’anteriore saltella, si ritarda l’inserimento in modo da spigolarla un pò, ci si sporge dalla moto alzandola, si usa tutta la pista salendo sul cordolo esterno e si spalanca il gas.
Si mette 3° e 4° attraversando la pista portandosi sulla dx vicino al muretto pronti per ricominciare con la curva 1





*Quando passiamo da uno stato di piena accelerazione con marce basse ad una staccata, quest’ultima tendenzialmente è violenta e scompone molto l’assetto.
Si è portati a pensare che più siamo veloci più la staccata ci scompone l’assetto, in realtà ciò che conta è l’accelerazione, è questa che schiaccia il mono e solleva l’anteriore, passando poi alla staccata le cose si invertono.
L’accelerazione l’abbiamo in modo sostenuta con le marce basse….. seconda terza…poi via via diminuisce, al mugello in sesta piena in fondo al rettilineo l’accelerazione è quasi nulla, e la moto risulterà poco schiacciata dietro e poco sollevata davanti.



*** si è portati a pensare che più è alto il numero di giri del motore più il posteriore finirà sulle tribune.
A far derapare la ruota posteriore non è la potenza ma bensì la coppia motrice (il traction control interviene sulla coppia non sulla potenza) un esempio: a che regime impennate la vostra S1000RR?? …risposta a 6-7-8000 giri …. Provate ad impennarla a 12-13000…difficile vero? A quei regimi la curva di coppia è in discesa.
Analizziamo la curva della coppia, sale al salire dei giri fino a 9500 e poi scende. siamo in curva apriamo il gas a 6000giri con un ben definito valore di coppia, la ruota inizia a pattinare i giri salgono a 7000 e la coppia cosa fa? aumenta facendo pattinare maggiormente la ruota, che salirà di giri e aumenterà la coppia e cosi via.
Ipotizziamo di aprire il gas a 9500 giri……..l ruota pattina sale il regime e la coppia scende diminuendo la motricità.
Ora non voglio dire che spalancando il gas in prima a 9000 non succede nulla, voglio solo spiegare che spesso siamo portati a pensare ad un comportamento del mezzo nel modo sbagliato, se la moto si impenna siamo portati a mettere in seconda cosi la curva di coppia è in salita e la moto impenna ancora e cosi saltiamo come dei grilli……… l’ideale è stendere il gas fino alla fine della coppia e la moto scende da sola, al cambio marcia la coppia sarà nella fase discendente della curva evitando in parte di impennare.
Ricordo sempre che siamo su delle bestie da 200cv e che tutto va fatto per gradi.


****Una moto poco potente deve essere guidata facendola scorrere molto, non potendo fruttare la potenza in uscita bisogna cerca di non farle perdere velocità in curva facendola scorrere.
La BMW S1000RR ha molti CV per cui bisogna sfruttare l’accelerazione, detto questo faccio un esempio prendendo proprio la curva del tornantino: Misano misura 12mt di larghezza immaginiamo di uscire dal tornantino e anziché stare a metà pista , la utilizziamo tutta fino al cordolo per poi andare dalla parte opposta per affrontare la Misano1 ………12mt/2 x 2 (andata e ritorno) = 12mt ma siccome descriviamo un ipotenusa e non un cateto la strada percorsa in più è di circa 20mt.
Per cui a parità di velocità o accelerazione avete dato in una sola curva già 20mt ad un ipotetico avversario


Se volete vedere dei filmati del circuito -Youtube - Iannello Fabio Misano, alcuni sono fatti qualche anno fa con R1 2004 alcuni con BMW, consiglio “Mugello 07-07-13” dove è possibile vedere il tornantino fatto in prima con uscita stretta, la Quercia Spigolata, le due Rio, il Curvone -



Guida a Mugello per amatori:

Rapporti BMW S1000RR: 15/40
Gomme: Metzeller 120 k1 - 190k1
Tecnico Sospensioni: SR-Racing
Istruttore d’eccezione: Fabrizio Lai
Velocità max raggiunta: 309 kmh Prove libere 304kmh (F.M.I.)
Tempo sul Giro: 1,59.70 (prove libere) – 2,00.130 F.M.I .

http://i.imgur.com/mbgsDSE.jpg


Tipologia circuito: Circuito caratterizzato da 3 varianti di cui una molto veloce, curve non velocissime, rettilineo lungo.
Si consiglia la moto con un interasse corto e moto alta – è molto importante essere veloci nei cambi di direzione, non ci sono problemi di ripartenze con impennate.
Non servono molle delle forcelle particolarmente dure, non lasciamoci impressionare dalla staccata, l’asfalto e perfetto senza buche, infatti raramente la forcella farò tutta la sua corsa (anzi non deve).
La scelta dei rapporti deve essere tale per cui il lungo rettilineo si percorre in 6° senza far entrare il limitatore (ricordatevi di stare sotto almeno 1000 giri per avere del margine in caso di scie.

Premetto: un 1000 con le potenze odierne non va guidato in percorrenza ma bisogna spigolare molto, cioè non bisogna cercare di farla scorrere in curva anche se questo a volte ci può sembrare poco redditizio a centro curva.
Per cui le fasi sono: Frenata, piega veloce e spigolata, sollevamento moto ed accelerazione massima.
Premessa: La descrizione sottostante delle velocità, di come affrontare le curve, il punto di staccata ecc ecc, è riferita a coloro che già hanno dimestichezza con il circuito e che già girano in tempi sufficientemente bassi, diciamo a qualche secondo dal tempo indicato sopra.
Più esplicitamente suddetta descrizione può essere utile a colui che già gira in questo circuito con tempi non superiori a circa 2,08 2,10 iversamente per colui che gira in tempi, per esempi, di 2,20 o 2,25 o addirittura per la prima volta si accinge a girare in circuito questa descrizione non è assolutamente da prendere in considerazione, anzi alcuni accorgimenti potrebbero essere pericolosi.
Per quest’ultimi consiglio di impratichirsi con il circuito stesso, abbassando i tempi, per poi adottare magari una guida diversa.

Rettilineo:
Si esce dalla Bucine in terza marcia, si mettono 4°,5° si sta sulla destra della pista e sotto il semaforo (traguardo) dove, se i rapporti sono più o meno corretti si mette la 6°, si taglia passando sulla destra in prossimità delle linee zebrate (appena finisce l’erba) e successivamente si passa dalla parte opposta della pista (in realtà si va dritto, è la pista che svolta).
Il rettilineo si percorre con la testa sul serbatoio il sedere indietro le braccia adese al serbatoio gambe strette e piedi non a papera ( a quelle velocità basta poco per togliere 4-5kmh visto che la resistenza dell’aria va al quadrato della velocità).
In quel mentre si scollina, attenzione perche siamo a gas spalancato e circa 12-13000 giri e 290-300kmh la moto si solleva impennandosi di poco, ma quel che basta per rendere l’anteriore leggero, è buona cosa in quel momento spingere sulle pedana e sollevare il sedere dal sellino in questo modo si contrasta l’impennata.
Subito dopo lo scollinamento c’è il cartello dei 200 e poco dopo una linea orizzontale bianca per terra (rivelatore di velocità) io stacco in quel punto.
Si raggiunge una velocità elevata, la staccata deve essere morbida nella prima frazione di secondo e poderosa subito dopo schiacciando molto la leva, si consiglia qualche frazione di secondo prima di toccare il freno di: alzare il busto ,premere il freno posteriore per far accucciare posteriormente la moto, schiacciare forte il serbatoio con le gambe cercando di sostenere tutto il peso del corpo con le gambe e non con le mani e spostare il sedere indietro, ovviamente anche scalare 4 marce.
Per tutta la fase della staccata bisogna stare vicino al cordolo di sx perche tendenzialmente ci si sposta in centro, solo verso la fine si direziona la moto verso la curva della San Donato.

San Donato:
E’ una curva in salita, io uso una parte della curva per fermarmi, entro con i freni ancora in mano e pinzato, non vi preoccupate se vi sembra si arrivare lunghi ci si ferma in un attimo.
Si arriva dal rettilineo dalla parte sx della pista, mentre si stacca e si scala*** fino alla seconda** si attraversa la pista arrivando al cordolo interno della curva sempre frenando.
La curva si fa in 2 tempi (a V) una volta arrivati al cordolo interno ci si allontana circa 1mt dal cordolo, si lasciano i freni si piega la moto e si ritorna sul cordolo aprendo il gas, in questo modo all’uscita della curva siamo sulla parte destra della pista giusto per affrontare la curva successiva.

Luco – Poggio Secco:
Si sale in seconda dalla San Donato si sta tutto a destra, la Luco Poggio Secco è un variante e come tutte le varianti si penalizza l’ingresso per essere più veloci in uscita nella seconda.
Si chiude il gas senza frenare si ritarda l’ingresso in modo da essere in uscita all’interno (a sx), piuttosto che entrare frenati con l’anteriore è preferibile usare il posteriore, in questo modo non aggraviamo l’anteriore già in crisi per la curva ma anzi lo alleggeriamo e nel contempo stiamo alla corda.
Si svolta velocemente la moto agendo sulle pedane si passa con il ginocchio sopra il cordolo e si punta il cordolo esterno in uscita, si alza la moto e si apre il gas andando a finire sul cordolo esterno.
Si mette in terza e si passa dall’altra parte della pista per affrontare la Materassi Borgo San Lorenzo.

Materassi Borgo San Lorenzo:
E’, come la precedente, una variante, per cui i punti fondamentali sono: penalizzare l’ingresso, svolta velocissima, più accelerazione possibile in uscita.
Si è dalla parte destra della pista e si arriva in terza, si fa una staccata breve ma intensa, si scala in seconda e per avere una moto più neutra visto che mentre scaliamo incliniamo la moto si consiglia di farlo senza usare la frizione***.
Si svolta la moto molto velocemente si passa con il ginocchio sul cordolo interno si alza la moto e si apre il gas puntando il cordolo esterno e si mette la terza.

Casanova Savelli:
Iniziano le giostre  . Si esce dalla Borgo San Lorenzo in seconda e si mette in terza, la staccata della Casanova si effettua appena inizia il cordolo sulla sinistra e si va a staccare sul cordolo stesso, o comunque molto vicino, primo perchè cosi sfruttiamo al massimo la pista secondo perchè altrimenti andiamo a prendere delle sconnessioni dell’asfalto che ci fa saltellare un pò la ruota anteriore prima di piegare, la staccata è breve in quanto non dobbiamo togliere molta velocità e si rimane in terza, si ritarda un pò l’ingresso alla Casanova in modo da non uscire troppo larghi, si passa con il ginocchio sopra il cordolo interno e si cerca di uscire non più di metà pista, si continua per qualche frazione di secondo la curva in modo da portarci ancora un pò a destra, qua ho visto diverse traiettorie, c’è chi va a prendere subito il cordolo per poi andare a finire sul cordolo esterno ed usare tutta la pista, io preferisco attendere una frazione di secondo, svoltare rapidamente la moto aiutandoci con il gas, andare a prendere il cordolo nel secondo punto di curvatura, piegare molto sporgendomi tanto dalla moto, alzare la moto e aprire tutto il gas allargando un po la traiettoria, cosi facendo sono a metà pista****, mi porto sinistra a circa 1 mt dal cordolo per affrontare l’arrabbiata 1. Alcuni entrano alla Casanova scalando in seconda per poi mettere in terza prima della Savelli, io preferisco fare tutto in terza (se non sono tirato) in modo da scompensare meno la moto

Arrabbiata 1:
Si arriva dalla Savelli in terza quasi al cordolo sinistro, non si frena si chiude solo il gas per far abbassare l’avantreno, si ritarda l’inserimento andando a prendere il cordolo nel secondo raggio di curvatura, si deve passare con il ginocchio sul cordolo in modo da sfruttare tutta la pista appena possibile si alza leggermente la moto si apre tutto il gas e si punta il cordolo esterno, si va quasi sul cordolo, si rimane con il gas aperto, ora: l’arrabbiata 2 è in salita e non abbiamo nessun riferimento in quanto scollina e non si vede nulla in uscita fintanto che non ci siamo, se chiudiamo troppo presto il gas abbiamo che siamo vicino al cordolo interno a moto piegata in salita con la moto “ferma” e in quel momento non c’è cosa peggiore di aprire il gas, è molto meglio entrare più forte di quello che pensiamo, ritardare un po’ l’ingresso chiudere il gas e arrivare al cordolo interno, a quel punto la moto andrà spontaneamente verso l’esterno e con il gas regoliamo l’uscita.
Se siamo veloci teniamo chiuso, se giusti puntiamo il gas e lo apriamo gradatamente fino a portarci quasi sopra il cordolo esterno (io ci salgo ma ala fine c’è il prato per cui bisogna stare attenti).
Scarperia - Palagio:
E’ una variante, e come tale bisogna trattarla – penalizzare l’ingresso – svolta rapida- uscita veloce.
Arriviamo dalla Arrabbiata 2 in terza tutto all’esterno pista, siamo leggermente in discesa, staccata breve ma violenta, tirare indietro il sedere in staccata, stringere il serbatoio con le gambe per non andare ad aggravare l’avantreno e si scala in seconda, prima dell’ingresso si allentano i freni (io li porto fino all’ingresso curva) si ritarda l’ingresso in modo da non uscire larghi, piuttosto ritardiamo l’apertura ma l’uscita deve essere molto stretta (dx) si svolta rapidamente la moto aiutandoci con il gas, il gas lo punto prima di arrivare al cordolo, passo il più possibile con il ginocchio sul cordolo interno, alzo la moto e spalanco il gas andando a finire la curva completamente sul cordolo esterno.
Tiro la seconda e metto in terza, spostandomi completamente a sinistra del circuito per affrontare il Correntaio.

Correntaio:
Si arriva in terza piena a sinistra della pista si stacca sullo scollinamento a 100mt, staccata breve ma violenta e ci si dirige mentre freniamo all’interno della curva anticipando, e scaliamo in seconda, il correntaio va fatto accentuando molto il concetto di curva spaccata o a v o spigolata (Spencer o baylis) si aggredisce il cordolo interno con i freni in mano si prosegue dritto allontanandosi dal cordolo, come voler andar dritto, la curva è in discesa, a circa metà curva molliamo i freni, siamo a circa 2-3 mt dal cordolo, svoltiamo la moto e ci avviciniamo al cordolo quando questo è quasi alla fine della curva, alziamo la moto ed apriamo il gas andando molto vicino al cordolo o addirittura ci saliamo sopra al finire della curva.

Biondetti 1 e 2:
Le Biondetti compongono una delle varianti tra le più veloci è molto importante uscire bene e con la massima accelerazione.
Usciamo dal Correntaio, tiriamo la seconda a 2/3 e prima di piegare la moto a sinistra per la Biondetti 1 andiamo con le ruote sul cordolo a destra per usare tutto il circuito mettiamo in terza ritardiamo un pochino l’inserimento ed andiamo il piu possibile con il ginocchio sul cordolo interno cercando di rimanere sulla sinistra della pista, qua dobbiamo svoltare la moto il più velocemente possibile usando molto le gambe e anche il gas, e andiamo a prendere il cordolo interno della Biondetti 2, molti ci passano su con le ruote, bisogna cercare di raddrizzare prima possibile la moto e aprire il gas, andando a prendere il cordolo esterno, è importante uscire con il gas già puntato perche in uscita c’è un avvallamento e se andiamo ad aprire proprio li la moto si scompone molto per cui dobbiamo dargli trazione prima.
Si tira la terza e si mette la quarta e passiamo dalla parte opposta del circuito per affrontare la Bucine.

Bucine:
Dall’uscita della bucine si decido spesso molti sorpassi e da come si esce possiamo arrivare più o meno a velocità elevate,
Arriviamo dal lato destro del circuito in quarta marcia, stacchiamo quando inizia il cordolo scalando in terza (se siamo lunghi aiutiamoci con la seconda) tagliamo la pista ed andiamo al cordolo interno anticipando la curva, arrivati al cordolo interno non pieghiamo la moto, o meglio non percorriamo il cordolo ma ci allontaniamo, andiamo dritti (curva a v) fino a meta curva e siamo ancora con i freni in mano, a metà siamo distanti dal cordolo circa 3-4mt, molliamo i freni svoltiamo la moto ad andiamo a prendere il cordolo a circa 2/3 della curva, solleviamo un pò la moto apriamo il gas puntando il cordolo esterno e ci saliamo sopra anzi spesso uso anche le grate di scolo a lato del cordolo, usiamo tutta la pista perche dobbiamo aprire il gas prima possibile e tutto, mettiamo 3, 4, 5 e sotto il traguardo la 6°.

**volendo tutta la parte guidata che va dalla San Donato all’uscita della Biondetti si può fare tutta in terza marcia senza dover preoccuparsi di scalare, ovviamente scegliendo i rapporti corretti, io facendo cosi nel 2012 ho girato in gara in 2,00.130, ovviamente la seconda ci aiuta a fermarci alla San Donato e la moto è più pronta.


***è consigliabile almeno una qualche volta provare a scalare senza usare la frizione, la staccata è decisamente più stabile Es:
Se scalate in modo veloce con la frizione, nel momento che avete la frizione in mano il motore scende notevolmente di giri per poi risalire di colpo quando andate a lasciare la frizione, questo provoca una coppia negativa alla ruota posteriore (freno motore) che la fa saltellare e scivolare o ondeggiare il posteriore (comportamento molto utile se si vuole far intravesare la moto), spesso questo saltellamento ci fa prendere paura e si va lunghi.
Scalando senza frizione questo non succede in quanto il motore non scende di giri, non vi preoccupate con la frizione antisaltellamento non succede nulla al cambio a patto di dare, mentre si scala un colpetto di gas.
Il comportamento della moto è molto neutro quasi come una due tempi , banalmente alla Materassi dove si scala poco prima di svoltare questo aiuta perche la moto entra in piega molto neutra….provare per credere 


****Una moto poco potente deve essere guidata facendola scorrere molto, non potendo fruttare la potenza in uscita bisogna cerca di non farle perdere velocità in curva facendola scorrere.
La BMW S1000RR ha molti CV per cui bisogna sfruttare l’accelerazione, detto questo faccio un esempio prendendo proprio la curva della Casanova-Savelli: Mugello misura circa 12-14mt di larghezza immaginiamo di uscire dalla Savelli e anziché stare a metà pista , la utilizziamo tutta fino al cordolo per poi andare dalla parte opposta per affrontare l’arrabbiata 1 ………12mt/2 x 2 (andata e ritorno) = 12mt ma siccome descriviamo un ipotenusa e non un cateto la strada percorsa in più è di circa 20mt.
Per cui a parità di velocità o accelerazione avete dato in una sola curva già 20mt ad un ipotetico avversario
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Fastandfreddy »

Sono due guide abbastanza semplici.
Se le leggete e contemporaneamente guardate il video di qualcuno che gira sulla pista e ancora più efficace.
Spero vi siano utili.
A Mugello io ci ho girato addirittura con un V-Strom 650 del 2005 col parabrezza smontato altrimenti già non andava figurati con il parabrezza maggiorato che avevo il :ROTFL: :ROTFL: :ROTFL:
Ero una sagoma da ridere
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da virusfalco »

Con la tuono v4 e rapporti originali si prende il limitatore prima dello scollino, ma è rapportata corta per quel rettilineo, con un dente di pignone in più si risolve.
Per la 660 è da capire da chi ci è già stato, ma la rapportatura originale la ripristinerei non tanto per il rettilineo ma perchè essendo tutta molto veloce e scorrevole si minimizza l'uso del cambio (cosa sempre buona e giusta).
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da pave »

Il mio dubbio è che con il pignone -1 e un rettilineo così lungo sbatta a limitatore in sesta molto prima della staccata della San Donato, e che non essendoci curve particolarmente lente non serva una rapportatura corta

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Re: Mugellooooooo

Messaggio da pave »

Fastandfreddy ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 13:49Diciamo che se hai la possibilità di portarlo dietro e provarli entrambi sarebbe il top ma poi ti servono un tot di chiavi per aprire il carte del pignone regolare il tiro catena dopo ecc. ecc.
Altrimenti metti il pignone originale se vuoi stare tranquillo.
Cambiarlo in loco lo escludo, sarò già abbastanza traumatizzato dalla pista che non mi metterò certo anche a fare il meccanico.... penso rimetterò quello originale e via

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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Fastandfreddy »

Secondo me sarà la cosa giusta, ma se ti vuoi togliere lo sfizio, prendi la moto e vai in un tratto di strada o autostrada dove c’è almeno un km di rettilineo, e partendo dalla terza a metà gas che è circa la velocità con cui esce dalla Bucine, provi a mettere tutte le marcie in sequenza.
Se riesci a coprire tutto un km senza andare a limitatore sei già a posto, e se metti la 6 dopo 400 mt sei già apposto.
Il rettilineo son 900mt al Mugello e al traguardo saranno circa tra i 400 e i 500 mt e li va messa la 6 per aver il rapporto giusto.
Per fare la prova di qui a giugno ne hai di tempo per poi metterti più in bolla, anche in austrada, basta che non se gli un tratto con velox o tutor!
:ok:
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da pave »

Ottimo suggerimento... velox permettendo :ROTFL: oppure se riesco vado prima a girare a Cremona così mi faccio un'idea con un rettilineo lungo :ok:

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Re: Mugellooooooo

Messaggio da virusfalco »

Però a Cremona si esce n seconda molto più piano dal tornate prima del rettilino, dalla Bucine si esce almeno 50kmh più forte.
Infatti con la tuono v4 stock a Cremona il limitatore non si prende.
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da pave »

Grazie della info

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Re: Mugellooooooo

Messaggio da Enricoatuono660 »

pave ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 10:38 Recupero questa discussione per una domanda tecnica per chi ha esperienza del Mugello.

La mia RS660 esce di serie rapportata 17/43 ma io ho messo il pignone da 16 come la Tuono 660 Factory, e per l'uso stradale mi trovo molto bene; per una pista veloce e scorrevole come il Mugello, visto anche il rettilineo infinito, meglio tornare al 17/43 oppure lascio il 16/43 che monto ora ?

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Quando vai? Posso aggregarmi? Vengo con la mia tuono 660 std... con pignone da 16!
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da virusfalco »

Enricoatuono660 ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 16:58
pave ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 10:38 Recupero questa discussione per una domanda tecnica per chi ha esperienza del Mugello.

La mia RS660 esce di serie rapportata 17/43 ma io ho messo il pignone da 16 come la Tuono 660 Factory, e per l'uso stradale mi trovo molto bene; per una pista veloce e scorrevole come il Mugello, visto anche il rettilineo infinito, meglio tornare al 17/43 oppure lascio il 16/43 che monto ora ?

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Quando vai? Posso aggregarmi? Vengo con la mia tuono 660 std... con pignone da 16!
Che senso ha? Come ci sono le salite importanti ci sono anche le marce in meno, senza perdere scorrevolezza ove serve.
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Re: Mugellooooooo

Messaggio da pave »

Enricoatuono660 ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 16:58Quando vai? Posso aggregarmi? Vengo con la mia tuono 660 std... con pignone da 16!
Lunedì 09 giugno, sarò con un amico con GSXR 750

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Re: Mugellooooooo

Messaggio da paxemax »

pave ha scritto: mercoledì 15 gennaio 2025, 14:43 Il mio dubbio è che con il pignone -1 e un rettilineo così lungo sbatta a limitatore in sesta molto prima della staccata della San Donato, e che non essendoci curve particolarmente lente non serva una rapportatura corta

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Marco metti il pignone originale, al mugello ci vuole quello. E goditi la pista che è qualcosa di talmente bello che se non la provi non lo puoi immaginare
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