Giàarrivati nella cittadina, vedere il cartello "Benvenuti a Misano Adriatico" comincia a farmi battere il cuore veloce; ogni cosa in cittàricorda il tempio della velocitàche è il Santa Monica.
Poi, non appena arrivati in "Via Daijiro Kato", ci si pone davanti questo ingresso maestoso che fàda anticamera ad un paddock immenso e giàpieno di furgoni con moto scaricate.
Non so cosa sia, se il ricordo di battaglie epiche in Superbike, se il fatto che ora su questa striscia d'asfalto corrono i migliori piloti del mondo, oppure il nome della via... fatto stàche dentro di me sento un forte timore verso questo circuito, quasi rispetto. E' una sensazione strana, simile a quella che mi ha accompagnato alla mia prima uscita in pista e che adesso, nonostante abbia accumulato una discreta esperienza, mi si ripropone con forza.
Non appena arrivati ci fermiamo all'ingresso del circuito dove un portiere ferma ogni persona chiedendoli cognome: a Misano entra solo chi gira! Se ne accorge anche il buon Dariolore che a causa di un errore nell'elenco, inizialmente vede rifiutarsi l'ingresso nel paddock.
Passiamo ed andiamo a sistemarci nel paddock dove con non molta tranquillita vedo SOLO moto "only for track" e pure pesantemente elaborate. Evidentemente ci sono molti team ad allenarsi. Approposito, ma quante azzo di 1098 ci sono in giro!??! Giuro di averle contate nel giro di 10 minuti ben 8! Incredibile tenendo in considerazione il costo e la giovane etàcommerciale del mezzo! :shock:
Una volta parcheggiati ci rechiamo a firmare le liberatorie ed a prendere i vari buoni pasto/foto e braccialetti. Scarichiamo le moto, ci vestiamo e ci prepariamo ad entrare in pista.
Giuro che ero teso, non so perchè ma non ero per niente tranquillo. Arriviamo al cancello di ingresso e passo, aspetto Dariolore prima di entrare in pista solo che viene fermato: il suo Monster S4R ha i supporti fari troppo sporgenti e quindi pericolosi. O si smontano oppure niente pista. Tra me e me penso che finalmente vedo dei commissari che valutano realmente i rischi e non sono lì per rompere i maroni (un'altro punto in più per Misano). Torniamo ai "box" e armati di brugola, chiave inglese e nastro americano sistemiamo il tutto.
Bon, ora siamo realmente pronti: ci ripresentiamo al cancello e questa volta passiamo entrambi.
Ragazzi stò per entrare a Misano: emozionatissimo percorriamo l'ingresso che solo lui risulta lungo quanto un kartodromo e giàqui l'asfalto è liscio come un biliardo (abituato Magione ed Adria è giàtutto un'altro pianeta! (
Fine pit-line, bisogna andare!
Percorro la prima curva, ossia la Variante del Parco. Curva molto ampia a destra che immette alla doppia destra del Rio. Curve discretamente strette in sequenza da raccordare insieme. Svolta a sinistra ed ecco il primo rettilineo che immette alla Quercia: curva a sinistra molto particolare, leggermente parabolica ma che non permette la visuale della sua fine, per cui ci vado molto cauto.
Altro piccolo rettiline che immette alla famosa Tramonto, una doppia curva a destra da raccordare e molto difficile da interpretare, anche perchè entri nella seconda delle due curve pinzando e con la moto piegata. Ci ho messo tutta la mattina a tentare solo di capirla.
Rettilineo in cui si snocciolano le marce e poi eccola lì, il leggendario Curvone! Curva a destra dove quelli con le contropalle entrano a pieno gas e col ginocchio a terra con velocitàoltre i 250 orari! :shock:
Per adesso mi limito ed entrare frenando, è il primo giro ed è meglio che la prendo con calma.
Poi curvone 13 a destra veloce ed ecco il Carro, uncino da 2° marcia a destra che immette su una curva sinistra veloce che si percorre in piena e che termina sulla Misano, altra sinistra a 90° che immette sul rettilineo d'arrivo.
Ragazzi: non c'ho capito un caxxo!!! Faccio altre 5/6 giri e poi rientro con un solo pensiero in testa: CHE PISTA RAGAZZI, CHE PISTA!!!
Condivido le mie sensazioni con Dario e Thomas e pure loro confermano le mie impressioni: pista vermanete impegantiva e difficilmente interpretabile, dove ci vogliono due palle così per fare i tempi!
La mattina scorre veloce e giro dopo giro si prende confidenza, migliorando traiettorie e velocizzando le curve. Il Curvone pian piano viene preso sempre più veloce ed a fine giornata sono riuscito a parzializzare il gas solo 1/2 secondi, giusto il tempo di impostare la curva, arrivando a percorrere la curva a circa 210 km/h con il ginocchio che striscia sull'asfalto e un'urlo di adrenalina dentro al casco immancabile ogni volta che la si percorreva.
La giornata finisce presto ma la stanchezza è arrivata ben prima della chiusura dei cancelli, il caldo si fàsentire e la moto lamente una frizione che slitta (ma pork, che dù maron!!!
Saluto tutti, il simpaticissimo Dairolore in primis che parte un pò prima per impegni personali, carico le moto e via, di ritorno a casa con un sorriso sul volto ed un'esperienza memorabile in più dentro l'anima.




