E' mattino e decido di andare giù il prima possibile, nonostante il proposito di girare solo il pomeriggio per non stressare troppo le gomme, le membra ed il portafogli..
Arrivo giusto mentre stanno entrando in pista per la prima volta, così posso assistere a questa prima assoluta del cuginetto, sapientemente consigliato e guidato dal più navigato fratellone, che in verità è carico come una molla ed entro breve inizierà a girare da solo e lascierà il debuttante alle prese con la sua presa di contatto in totale tranquillità (ci sono solo un motard, una rs 125 e due sputerini).
Suzukiman entro un istante sta già tirando giù i suoi piegoni da paura, gli prendo qualche tempo ed è sull'1 e 10, poi 1 e 9, poi si rimette dietro a suzukiman2 per vedere come se la sta cavando: in realtà le traiettorie del debuttante sono a dir poco "personali", riesce a dividere in 3 le curve e quindi a farle 3 volte ognuna, ovvero arriva, frena, taglia la curva a 45 gradi ridando gas, poi rifrena, spigola di altri 45 gradi e ridà gas, riuscendo addirittura ad andar largo, quindi rifrena, si rimette sulla giusta traiettoria e finalmente si lascia la curva alle spalle.. Un vero voyerista del tornante..
Primo stop e prime chiacchierate in famiglia. Mi sa che 'ste gomme ancora non son calde, le sospensioni del gsf tremendamente inesistenti, e giù di chiusure di precarico ed estensione al posteriore, sulla forcella invece si può agire solo sul precarico, modifica che però i due fratelli decidono di rimandare a dopo.
Io intanto comincio a smontare mezza moto
Prendo i tempi dei cuginoni suzukisti, faccio loro qualche foto, chiacchieriamo, mangiamo, beviamo, smontiamo, spurghiamo, spippolettiamo. Ci sono due loro amici (motard e rs125) e tra loro è tutta una girandola di scambi di coppia (intesa come pilota - moto) che manco nelle ville dei Castelli Romani, sino a che il cugino senior salta in groppa all'Husqvarna 510 dell'amico Vincenzo, sfrutta il primo giro per prender confidenza col nuovo mezzo ed il secondo per stendersi alla curva a destra dopo il traguardo, mollato inesorabilmente dalle soffici sospensioni, impreparate alla quintalata di cuginaggine che le comprime nella curva ginocchio a terra (l'esile Vincenzino peserà sì e no la metà..)
Arriva la pausa pranzo, i miei iron-cugini aprono la cesta da picnic e giù di panini imbottiti: il gabro sarebbe stato fiero della mia famiglia
Forzano anche la mia frugale natura e mi ingollano un paio di trecce all'olio farcite di tonno, pomodoro e maionese. Di lì a poco l'inevitabile abbiocco da inizio digestione ci assale inesorabile, il caldo equatoriale e le comode sedie veri profescional che i due suzukisti si son portati fanno il resto.. Per risollevare gli animi ci vuole qualcosa di drastico: decido di costringere i due miei consanguigni a tenermi la moto sollevata mentre riaggiusto le forcelle e serro tutto a dovere
Si chiacchiera ancora, si beve Gatorade a garganella (ne abbiam fatti fuori 6 litri più 3 d'acqua), cerco di tirar su i morali perchè temo che mi mollino quando le danze stanno per iniziare sul serio, dopo aver speso già così tanto nel corso della mattinata..
Ma per fortuna mi sbaglio di grosso: i miei due cuginoni stanno in gran palla e c'hanno er fisico (non come una sòla sicula di mia conoscenza: "ma che sei matto? Girare con questo caldo!?!?!?!"
Quindi alle 15 in punto i due hanno già ricominciato a girare, mentre io a quell'ora ho solo messo le termocoperte ed intanto spippoletto con le sospensioni, che ancora rappresentano un grosso punto interrogativo a causa delle micidiali gomme che ho deciso di montare..
Sto smollando un po' tutto, perchè, penso attingendo sicuro al notevole database teorico che ormai mi son fatto circa gomme e sospensioni, co' ste carcasse così rigide devo compensare con la cedevolezza delle sospensioni.. Finalmente entro e la moto sembra una danzatrice del ventre: si muove da tutte le parti ed ancora una volta ho la dimostrazione di come con questi benedetti KR ci si debba comportare in maniera diametralmente opposta a quanto la logica ti suggerirebbe di fare..
Ora la moto va meglio, si scompone ancora nelle frenate forti ma ciò è dovuto, quasi sicuramente, al fatto che il mozzo ruota posteriore è a battuta verso il fulcro forcellone, l'interasse è quindi al minimo e co' 'ste cacchio di gomme non è proprio il massimo..
Mi metto dietro al cugino senior, che da il massimo per starmi davanti e mi permette di vedere da vicino come guida: piega da morire, è fluido e fa belle traiettorie, perde un pelo in frenata (problemi di fading) e nel mistino dovrebbe forzare di più su semimanubri e pedane per esser più rapido, ma nonostante tutto gira sull'1 e 8 con ampi margini di miglioramento (e non è certo un abituee del Sagittario
Io continuo ad esser immamorato di questa RSV. Nonostante ancora non abbia il feeling totale che avevo con le sospensioni della Tuono, 'sto telaio mi da un sacco di confidenza e 'sti KR non mollano mai, i tempi scendono senza quasi che me ne renda conto (oggi 1, 5 e 3) e la sensazione è sempre quella che avrei dovuto aumentare un po' di più la velocità in ingresso curva, dato che mi ritrovo sempre a sostenere la traiettoria con un filo di gas (nonostante lo sfilamento forcelle ad un minimo storico di 2 tacche e mezzo
E' quasi la fine della giornata, in pista ci son solo 4 moto, il cuginone junior è una di quelle ed è seguito a distanza da un ragazzo su 748R, io gli sto prendendo i tempi mentre mi rilasso chiacchierando col buon Salvatore (che oggi era stanchissimo ed è andato a spasso, più che girare). Ad un certo punto, proprio alla curva a sinistra davanti ai box, il tizio su Ducati si getta all'interno di suzukiman2, spalanca il gas e gli monta letteralmente sopra con la moto, mandandolo per terra..
Insomma i miei due cuginoni son tornati a casa con parecchia rabbia in corpo e le tute sgraffignate, ed è un gran peccato perchè è stato fantastico passare una giornata in pista insieme a loro, di momenti belli e divertenti ce ne son stati parecchi, questo finale caotico e sfortunato non ci voleva proprio..
Permettetemi di aggiungere: in pista si gioca con la propria pelle, ma soprattutto con quella degli altri; quando si sincontrano persone che non si rendon proprio conto di come siano state fortunate a non arrecare danni fisici all'altro nonostante una manovra avventata, ed invece si preoccupano solo del loro copricarter in carbonio rovinato, ci si rimane molto male perchè si pensa a come ci si sarebbe comportati al loro posto: un cid od un piccolo risarcimento, a mò di ringraziamento agli dei per non aver avuto sulla coscienza qualcuno in un reparto d'ospedale..
Cuginoni miei, è stata una gran giornata, abbiamo spippolettato, fotografato, cronometrato, termocopertizzato, mangiato, bevuto insieme
sam










