Ma il tempo stava cambiando e le nuvole avevano assediato minacciose il cielo sopra Alghero. Raga, diamoci una mossa o si prende l'acqua! Via, in direzione Bosa. La strada anche se fatta con un passo meno racing del solito è una libidine pazzesca. Si gode alla grande e anche l'alcool è smaltito immediatamente. Seconda, terza, anche la quarta a moltiplicare i giri del motore. Si viaggia rotondi pennellando le curve senza forzare, tanto lì si piega anche senza volerlo. Alla nostra destra il paesaggio marino scorre lasciandosi ammirare per qualche secondo tra una curva e l'altra. I colori sono quelli dell'inverno. La roccia è nera, il cielo è di un blu intenso con squarci di celeste e bianco tra le rocce dove si infrangono le onde. Il vento spinge forte dal mare e le nuvole, di un grigio plumbeo, promettono pioggia. Il primo attraversamento da Est ad Ovest è fatto. Ora si torna verso l'entroterra ma un po' più a Sud: Macomer e poi fino ad Orosei per prendere la SS 125. Di nuovo un attraversamento verso la costa orientale dell'isola. Questa volta il panorama è montuoso e aspro.
Si va a prendere la SS125 orientale
ma prima un saluto (chupa) al Mago.
al valico, dopo aver attraversato le nuvole con visibilità pari a staceppa (il trenino dell'ammore)
rima di affrontare il tratto montuoso facciamo una sosta per far ingerire un po' di idrocarburi alle nostre Aprilione e mandare un saluto (il famoso chupa) al Mago.
Da quel punto in poi si sale. La strada è bellissima: asfalto rosso, il mio preferito. Il problema è che il vento da Est spinge le nuvole contro le montagne che superando le creste a monte della strada si versano come una gigantesca cortina densa verso valle. Ora la strada è bagnata. Qualche temporale ci deve aver preceduti. A tratti l'asfalto è viscido. Metto spesso il piede giù per tastare e le sensazioni sono pessime. Si scivola. Tra la stanchezza, la muscolatura contratta e la paura di cadere divento un ciocco e guido con le chiappe strette. Non mi fido e riduco ulteriormente il passo. Ci sgraniamo un po' con Antonio che come quasi sempre che fa l'avanguardista. Ad un certo punto Angelo, che verrà ribattezzato Rain-man, passa e si mette davanti a tirare il secondo gruppo di moto. Dice che le Qualifier II tengono ma secondo me ci mette del suo. Poi la visibilità cala drasticamente. Si vede la moto che ti precede ma già quella successiva sparisce e puoi scorgere solo il puntino rosso anche se a non più di trenta metri. Minchia!
Qualche Km dopo la situazione migliora ma davanti troviamo una pattuglia della Forestale che si pianta a 40/50Kmh e sospettiamo ci voglia fare il trappolone. Linea continua e impossibilità di sorpassare. I tipi davanti probabilmente ci stanno perculando ma noi teniamo i nervi saldi e non passiamo. Antonio e Roberto riescono a toglierseli dalle palle appena possono ma di nuovo la linea continua prolunga il supplizio per gli ultimi tre fino al bar dove finalmente si fermano i forestali. Da lì in poi si ricomincia a ragionare. Le nuvole si aprono e la strada è di nuovo asciutta, abbastanza da poter alzare l'andatura. Non ricordo con esattezza ma credo che raggiungiamo il campo base verso le 20.00 con 409Km e tanta fatica addosso. Certe moto stanca di più guidarle piano che non e le condizioni degli ultimi 65Km ci hanno messo a dura prova. I semimanubri in certi casi non sono il miglior amico dell'uomo (stanco)! Ma fortunatamente la tappa si è conclusa e già parcheggiamo al nostro B&B con Stefano che ci accoglie ristorandoci con un'ottima birretta.