Scozia 2012: quando il verde tocca l'anima...

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MachoMax
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Scozia 2012: quando il verde tocca l'anima...

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Ciao a tutti,


non è semplice ma con un po’ di calma cercherò di raccontarvi questo magnifico, stupendo, superlativo viaggio in Scozia.


Personalmente sono partito da Porto Valtravaglia (VA) dove ho attualmente la moto.


Sono arrivato a Porto sabato mattina perché dovevo ancora riempire le TRK33 e la TW04 della GiVi che si dimostrerà una borsa divina. Capiente, comoda e resistente. Acquisto azzeccato per un viaggio simile.


Siamo in 4 su 3 moto:

  -  Lagonero e Lisa


  - Matita


  - MachoMax



Partenza domenica 24 giugno: ore 9.30 ci troviamo presso l’area di servizio di Bellinzona (CH).  Saluti di rito e via verso Brumath, la cittadina francese dove pernotteremo la prima notte.


Nonostante l’orario l’aria è già calda, il sole alto ed il morale alle stelle. Tutti vestiamo in maniera più o meno leggera. Imbocchiamo l’autostrada e saliamo verso nord. Le soste che faremo saranno solo per mangiare e far benzina. Le prime 2 tappe sono tappe di avvicinamento, ci interessa esser in Olanda puntuali per imbarcarci sul traghetto che ci porterà nella terra di Brave Heart. Nel tardo pomeriggio arriviamo a destinazione, ci sistemiamo e come per magia iniziano a scendere le prime gocce d’acqua. Ceniamo e poi ci mettiamo al letto. L’indomani, dopo una abbondante colazione continentale, rimontiamo in moto e proseguiamo il viaggio attraversando la germania per arrivare a Ijmuiden (Olanda).


Facciamo i biglietti per il traghetto e ci mettiamo in coda in attesa dell’imbarco.


Insieme a noi un nuvolo di bikers: olandesi, tedeschi ed inglesi. Saliamo a bordo sistemiamo le moto ed andiamo in cabina. Doccia e poi il meritato relax nell’attesa della cena. Fortunatamente il mare non è grosso anche se la barca ondeggia lentamente. La nostra cabina è a prua. Tra una risata ed una battuta attendiamo l’ora per coricarci, l’indomani alle 10.00 (ora inglese) saremo a Newcastle.


Qui un pallido sole ci da il benvenuto e così iniziamo il nostro splendido tour. Un grazie doveroso è da fare a Lagonero che ci ha portato in posti semplicemente fantastici.  Sui nostri parabrezza (sempre merito di Pino) sono stati affissi degli adesivi rossi sul lato sinistra a ricordarci che qui la guida è totalmente differente dalla nostra. La difficoltà però è stata meno del previsto. Devo dire che ho sofferto maggiormente la prima volta, quando sono stato sull’isola di Man!


Ecco il giro che abbiamo fatto:


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Uno dei primissimi punti da visitare è Carter Bar, dove fortunatamente, abbiamo trovato il sole che ci ha permesso di fare belle foto sotto la mitica roccia con scritto Scotland da un lato ed England dall’altro.
Immancabile la presenza dello scozzese con la cornamusa e kilt. Ripartiamo per dirigerci verso Edimburgo dove trascorreremo 2 giorni. Il sole ci accompagna sino Musselburgh dove, al primo tentativo, abbiamo trovato sistemazione.

Alloggio carino con parcheggio interno ma senza wi-fi. Non sarà difficoltoso trovare connessione visto che praticamente nei pub, nelle aree di servizio, nei pressi di scuole c’è ovunque copertura. Anche qui ci sistemiamo e facciamo un giro per il centro della cittadina. L’immancabile pioggia ci da il benvenuto a Musselburgh e ci accompagnerà per tutta sera.
Ceniamo con fish & cips per la contentezza di Matita!! :)


L’indomani giriamo in lungo ed in largo Edimburgo. Ci muoviamo con il bus, comodo, conveniente ed a 2 passi dal nostro alloggio (nulla è stato dato al caso)! La città è bella, viva e molto caratteristica. Gli scozzesi sono davvero strani. Troviamo persone vestite con giaccone invernale ed altre a maniche corte. Visitiamo lo Scotland Museum, davvero interessante, bello.
Poi mentre Matita e Pino facevamo un giro nella Camera Obscura io e Lisa ne abbiamo approfittato per girare la città e visitare una delle chiese di Edimburgo, dove c’era in corso una esibizione musicale. Pranziamo e proseguiamo il giro per la cittadina. Giornata piena anche oggi. Ceniamo in un ristorante italiano e ci regaliamo un’ottima pizza, locale carino con
sottofondo musica italiana.

L’indomani da Edimburgo ci muoviamo verso Aberdeen. Attraversiamo Forth Bridge e proseguiamo verso St. Andrew, patria del golf.

La giornata è piovosa e ricca di nebbia, purtroppo. Una nebbia talmente fitta che in alcuni casi rende davvero difficoltosa la guida, fortunatamente l’N104 ha una visiera ottima ed un’aerazione divina che evita l’appannamento. La cattedrale di St. Andrew acquista un fascino particolare con la nebbia. Peccato che questa condizione meteo offusca la visibilità per uno dei castelli più belli della Scozia: Dunnottar Castle.
Castello che si erge sulla roccia a picco sul mare. Stupendo nonostante la visibilità notevolmente ridotta. La pioggia continua a cadere e noi proseguiamo il viaggio. Ad Aberdeen, ahimè, abbiamo poca fortuna per trovare l’alloggio e così optiamo per spingerci ancora avanti proseguendo sulla tappa che avremmo dovuto fare il giorno seguente.

Troviamo una sistemazione a Cruden Bay molto carina e confortevole con wi-fi. Il titolare del B&B ha una casa nelle marche dove trascorre circa 6 mesi l’anno. All’inizio parla solo l’inglese….poi scopriamo parla anche l’italiano.  Qui ceniamo in un bel ristorantino e mangiamo anche discretamente, strano ma vero.

L’indomani ci attende una delle colazioni più belle, ricche e variegate mai fatta in terra Scozzese. Fortunatamente anche il meteo è migliorato. Dalla pioggia mista a nebbia del giorno precedente ci svegliamo sotto un bel sole e delle splendide nuvole bianche mosse da una bava di vento. Meteo perfetto. Fuori dal B&B ci sono degli operai. Uno di loro è motociclista e scambiamo 2 parole. Mi dice che lui ha fatto un giro in moto in spagna, portogallo per poi risalire dalla germania. Nota il mio MotoAirBag e mi fa domande in merito. Cerco di spiegargli cos’è e lui incuriosito si segna su un foglio di carta l’indirizzo web del prodotto. Da qui ci muoveremo, costeggiando la costa….e che costa, verso Inverness dove avremo tutto il
tempo di goderci il lago di Loch Ness.

Lungo il tragitto avvistiamo diversi castelli tra cui Slains Castle. A Frasenburgh visitiamo il museo dei fari scozzesi, davvero bello ed interessante.

La sosta successiva è in uno splendido angolo nascosto. La strada che ci porterà a Crovie è davvero bella, stretta, tortuosa e piena di animali. Incrociamo persino un gregge di pecore con tanto di pastore a bordo di quad. a Crovie facciamo una bella sosta con tante foto. Il posto merita ed il paese (sono veramente pochissime case) è di una semplicità e compostezza
unica.

Proseguiamo per Macduf per poi arrivare ad Inverness. Qui facilmente troviamo alloggio. Una bella sistemazione centrale con wi-fi. Unico neo (si fa x dire): letto matrimoniale da dividere con Matita. Qui trascorreremo 2 notti. Visto che staremo qui anche domani ne approfitto per lavare i capi SIXS, capi in carbonio che mi hanno fatto viaggiare divinamente. Anche quando le temperature erano meno alte, la versione winter del capo ha svolto un lavoro egregio. L’indomani erano tutti asciutti.

Subito dopo facciamo un giro per Inverness e la città ci pare viva. Un bel castello, un bel centro ed un ottimo ristorantino italiano a 2 passi dal nostro alloggio. Ceneremo lì il secondo giorno. La prima sera a cena optiamo per un pub dove ci delizieremo della zuppa del giorno ed un secondo
piatto contornato. L’indomani ci attende il giro del lago di Loch Ness.
Lungo il giro del lago (fantastico) ci regaliamo un giro in battello sul lago stesso per apprezzare le bellezze dell’Urquhart Castle, che sorge sulle rive del lago. Proseguiamo il giro superando Fort Augustus luogo attraente per la presenza di chiuse che permettono il transito tra i 2 laghi di barche. Assistiamo all’apertura delle chiuse ed al passaggio di diverse barche, una passeggeri. Vedrete le foto e vi renderete conto.

Continuiamo il giro del lago. La strada si fa più stretta, sporca e sconnessa, le Metzeler Tourance non tentennano minimante. I panorami sono superlativi. Gli ultimi 15 km li facciamo sott’acqua! Devo ringraziare la mia Nord Kapp Motoinfinito che mi ha fatto viaggiare sempre bello asciutto. Formidabili anche gli stivali Scout Alpinestars. Comodi, robusti ed
impermeabili.

Arriviamo al B&B, sistemiamo le moto, doccia e via a cena nel ristorante
italiano adocchiato la sera prima.

Il giorno dopo percorreremo una delle mete più belle ed ambite dai bikers: John O’ Groats, la parte nord più estrema della Scozia. Una meta stupenda, un posto unico.

I posti che attraverseremo per raggiungere John O’Groats sono bellissimi.

La prima tappa la facciamo alle Roogie Falls, cascate in cui in determinati periodi dell’anno i salmoni risalgono la corrente per raggiungere i siti di riproduzione, dopo un lungo viaggio dall’oceano.

Parcheggiamo le moto e facciamo una piccola escursione a piedi. Scattiamo
delle foto per poi riprendere il viaggio verso la nostra meta.


Arriviamo a John O’Groats e facciamo le immancabili foto. Una poco piacevole sorpresa modifica i nostri piani. C’è un tipo che per fare 5 scatti vuole 7 GBP. E’ abbastanza maleducato e burbero. Stavamo facendo le foto NON invadendo la sua proprietà quando è arrivato con una jeep e si è
messo davanti alle nostre moto intimandoci di allontanarci se non avessimo pagato. Se ci avesse trattato meglio magari saremmo anche stati disposti a pagare ma visto che è maleducato, l’abbiamo ripagato con la stessa moneta.


Abbiamo spostato le moto di 10 metri, ho messo sulla mia Nikon un obiettivo da 200 ed ho fatto le foto ugualmente ah ah ah ah  :)
Avreste dovuto vedere le foto del personaggio!!!

Visita alla superlativa scoglieta di Duncaby Head con tanto di foche che ci hanno dato il benvenuto.

La scogliera è strapiena di uccelli, che nidificano li e si proteggono dal vento ed intemperie.

Nel pomeriggio abbiamo visitato Dunnet Head dove c’è un panorama davvero mozzafiato. Ho scattato foto su una scogliera alta oltre 60 metri che cade a picco sul mare. Il meteo era stupendo e le foto si commentano da sole. Il faro di Dunnet Head è conservato stupendamente. L’immancabile vento e la temperatura non propriamente estiva fanno da contorno a questo panorama incantevole. Per proteggermi dal vento e dal sole ho usato dei magnifici occhiali Bertoni D1200 con lenti intercambiabili, omaggiatimi da Laura.

A John O’Groats  come sistemazione troviamo una stanza quadrupla al Seaview Hotel con letti a castello. C’è poca scelta visto il posto e vista la limitazione di abitazioni. Ci sistemiamo, facciamo 2 passi e poi andiamo a cena. Prima di cena ne approfittiamo per scattare ulteriori foto con una luce sublime.

John O’Groats – Durness sarà il percorso che ci attende l’indomani.

Saranno 136 km di paesaggi incantevoli. Saliscendi dolci ci faranno danzare sulle pendici di una costa tanto frastagliata tanto bella. Colori unici e sensazioni indescrivibili. La spiaggia di Farai Head ci accompagna per parte del viaggio.  Nei pressi della grotta di Smoo Cave facciamo una sosta per visitarla.

Il posto merita ma, ahimè, le forti piogge dei giorni precedenti impediscono la visita a causa dell’innalzamento del livello delle acque. Ci accontentiamo di una visita esterna e rimaniamo a bocca aperta. La costa è stupenda, il sole alto ed il nostro morale è alle stelle. Il gruppo è
compatto e prosegue serenamente. I km non ci spaventano, la pioggia neanche, abbiamo tanta tanta voglia di vedere posti fantastici e questo road book è quanto di meglio si possa avere.

Arriviamo a Durness, ci sistemiamo, alloggio bello, pulito e con wi-fi.

Ci sistemiamo e pranziamo. Poi facciamo due passi e ci organizziamo per il giorno seguente. Facciamo 2 passi per la bella spiaggia di Durness. Qui (in scozia in generale) le maree sono quanto di più fantastico si possa vedere.
Passi al mattino e trovi il mare, ripassi dopo alcune ore….e c’è una distesa di alghe, sassi e flora che puoi camminarci sopra.

Prima di lasciare Durness optiamo per fare un’escursione a Cape Wrath dove ci sono delle scogliere incredibili. Visto che si dovrà camminare e visto che il meteo cambia repentinamente opto per indossare dei PromoJeans.
Mi torneranno comodi anche dopo l'escursione quando non avrò tempo di cambiarmi e dovremmo comunque percorrere diversi km in moto.
Cape Wrath è raggiungibile tramite una piccola imbarcazione.
Successivamente saliremo su un pulmino che dopo circa 45 min di viaggio ci porterà nei presso dei faro di Cape Wrath. È una zona militare non accessibile tutti i giorni. La strada è particolarmente piccola. Passa solo un mezzo alla volta. Lungo il tragitto ci sono ponti, alloggi militari e mezzi militari. All’orizzonte avvistiamo “la cattedrale”. Uno scoglio che sembra
una cattedrale in mare, davvero incantevole. Il tempo è grigio ma non pare esserci nebbia. Arriviamo a poche centinaia di metri da Cape Wrath ed una nebbia ed un vento gelido attorniamo noi ed ingoiano tutto il paesaggio.
Peccato, davvero un peccato. Il posto visto su delle cartoline è davvero stupendo, ma tutto sommato non possiamo lamentarci: noi ci siamo stati ed inoltre sino ad oggi il meteo ci ha regalato delle giornate discrete…….e non sappiamo ancora che il meglio deve ancora arrivare!!!

Dopo questa escursione torniamo all’imbarcazione che ci riporta alle nostre moto.

Il mare si sta ritirando. Tempo alcune ore e saremmo stati in grado ditornare a piedi alle moto!!!

La strada per Ullapool è bella. Piena di curve e panorami stupendi. Strada larga, comoda, scorrevole.

Ad Ullapool cercare la sistemazione non sarà facile ma alla fine riusciamo
a trovarne una per noi. Il prezzo non è dei migliori…ma pazienza. Abbiamo
wi-fi anche qui.


Delle stupende foche ci salutano nel porto di Ullapool. Ci guardano con occhi stupiti, sono a meno di 5 metri da noi. Ne vedrete una stupenda in foto. Adorabile.

I prossimi 2 giorni saranno tra i più belli del tour: Isola di Skye.

Prima di arrivare sull’isola però facciamo una sosta all’Eilean Donan Castle. È sulla strada. Stupendo. È il castello di Higlander, vederlo apparire all’orizzonte subito dopo la curva lascia senza fiato.

Maestoso, superbo, possente. Si accede tramite un bel ponte che collega l’isolotto alla terra ferma.

Giusto il tempo di far le foto che riprende la pioggia. Ormai siamo abituati, anzi, è strano quando non piove.

Ci muoviamo in direzione Broadford dove troveremo B&B.

Pranziamo e nel frattempo la pioggia ha lasciato posto al sole.

Visto l’evolversi positivo del meteo stupendo (fortunatamente becchiamo 2 giornate da panico sull’isola) optiamo per portarci avanti con il programma ed iniziamo a fare dei km sull’isola.

Facciamo le più belle foto del tour e visitiamo posti altrettanto incantati. Portree, Kilmauluag, Old man of Storr, Kilt Rock, Uig, Neist Point, castello di Duvengan sono solo alcuni dei posti incantati toccati da noi. La fortuna ci ha regalato un meteo fantastico e noi ne abbiamo approfittato e non ci siamo mai fermati. Letteralmente iperattivi.

Dopo le 2 giornate trascorse su Skye ci duole il cuore andar via.  È veramente un posto incantato. Stupendo.

Da Broadford prendiamo un traghetto che in pochi minuti ci porta a Mallaig.
Oggi la destinazione sarà il Trossac National Park passando vicino Ben Nevis per vedere un po’ di verde e tanto tanto mare.

Il verde è incredibile. Pare calpestare moquette tanto è soffice, compatta, perfetta. Inimmaginabile in italia.

Durante l’avvicinamento al Parco Nazionale abbiamo avvistato il castello Stalker posto su uno scoglio in mezzo ad una baia. Immancabili foto scattate dalla strada che lo costeggia. Successivamente abbiamo avvistato l’Inveraray Castle, situato nei pressi della foce dell’Aray Loch Shira, ramo del lago di Loch Fyne.  La nostra meta sarebbe dovuta essere Luss, cittadina con vista sul lago più grande della Gran Bretagna, il lago di Loch Lomond.

I B&B son tutti pieni così scendiamo un po’ a sud e ci sistemiamo a Balloch, piccola e viva cittadina.

Qui visitiamo l’ultimo battello a pale presente in Scozia. Ormai in disuso ed adibito a museo, ristorante.

L’indomani Pino e Lisa gireranno Stirling per bene, mentre io e Matita, sott’acqua, gireremo per il parco nazionale in sella alle nostre moto.
L’acqua ci darà tregua per la pausa pranzo, ma poi ricomincia come prima.

Nonostante la pioggia il giro è bello e piacevole. I paesaggi sono completamente diversi da quelli visti sin’ora.  Abbiamo scalato il Dukes Pass vedendo cascate, castelli e foreste, un vero spettacolo della natura.

Ahimè l’indomani ci attende l’ultima tappa in terra scozzese, quella che da Balloch ci porterà a Newcastle per salire sul traghetto per l’Olanda.

Ma anche oggi avremo cose da vedere durante il viaggio.

Sosta all’Hadrians Wall. Sosta, foto e via….verso il traghetto.

Stavolta siamo in pochi sul traghetto. Brevissima coda per fare i biglietti e poi tutti a bordo.

Doccia, cena e facciamo un rapido bilancio della vacanza.

Tutti soddisfattissimi. Giro, posti visti, gruppo, tutto da serie A!

Dall’Olanda facciamo sosta a Seltz (FR) dove ceneremo e pernotteremo. L’indomani alle 16.30 tutti i componenti del gruppo erano rincasati sani e salvi. Una piccola parentesi: a Basilea il sound dei miei magnifici LeoVince SBK Line è interrotta da un rumore di catena!!! Il cuore mi salta in gola, fortunatamente ho la prontezza di tirare la frizione ed il fato fa il resto. Morale?!? È uscita la catena dalla corona.
Nel frattempo il resto del gruppo era avanti e non si è accorto di nulla.
Non mi faccio prendere dal panico, fortunatamente la catena non è rotta.

Rimetto la catena ed al primo autogrill tiro al massimo la catena ed arrivo
a casa. Domani dovrebbe arrivarmi il nuovo kit e sabato monto tutta la trasmissione nuova.  Insomma sarebbe stata proprio una brutta cosa terminare il giro con un inconveniente ben più pesante.
Ripeto: ho avuto tanta fortuna si sia concluso tutto così, senza saggiare
l’asfalto!!!!

Che dire: è stato un viaggio semplicemente fantastico. Nessun commento
renderebbe a pieno la soddisfazione, le emozioni, i posti, i
colori…..semplicemente indescrivibile.


Al rientro il contachilometri segnava + 5.200 Km

Grazie a tutti.

Grazie a Lagonero per il magnifico road book propostoci.

Grazie a Lisa per averci sopportato tutti

Grazie a Matita, compagno di stanza discreto, simpatico, sempre con la batutta pronta per tutti.

Sono veramente contento di aver fatto il viaggio con loro. Ottimi compagni di viaggio, belle persone.

Una battuta per concludere: “Lisa stai calma, non abbiamo fretta, abbiamo tutto il tempo che vogliamo!” ah ah ah ah ah :)

Lamps

MachoMax

di seguito le foto
sono 3 link con oltre 2000 foto.
picasa in un solo link carica al massimo 1000 foto
ho dovuto dividerle


Link 1

https://picasaweb.google.com/MachoMax76/Sco...gCPe6zMS4h7jLGQ

Link 2

https://picasaweb.google.com/MachoMax76/Sco...gCLb5s6D6heGGLg

Link 3

https://picasaweb.google.com/MachoMax76/Sco...gCP_N-svOhZSnQA
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AngeloTuono
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Re: Scozia 2012: quando il verde tocca l'anima...

Messaggio da AngeloTuono »

Grande max, sempre avvincenti e belli i tuoi report e viaggi.
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Re: Scozia 2012: quando il verde tocca l'anima...

Messaggio da MachoMax »

ciao Angelo la Scozia è fantastica :banana:
se hai modo.....ne vale moooooolto la pena :ok:

lamps
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JayZ
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Re: Scozia 2012: quando il verde tocca l'anima...

Messaggio da JayZ »

.... :ok: ...
:sarcastic:

:mrgreen: anche a me piace la Scozia ...

"Terra, fuoco, acqua, aria
Gli elementi essenziali della vita sono altresì fondamentali per la produzione di un distillato legato da quasi un millennio alla vita dell'uomo: il single malt whisky. La Scozia è senza ombra di dubbio la nazione che produce il whisky più famoso e diffuso del mondo.
La terra umida a queste latitudini è un bene inestimabile: può essere generosa nella sua breve estate e donare ricche messi di orzo, il cereale che matura precocemente e che in questo Paese ha trovato il suo habitat naturale. La stessa terra inoltre offre ai suoi abitanti un combustibile economico: la torba, ovvero il composto di arbusti, erica, rami e foglie che macerando da quasi diecimila anni ha ricoperto vaste estensioni della Scozia.
Oggi la torba non è più utilizzata come combustibile ma trova il suo importantissimo impiego quando il suo fuoco crea fumo che impregna l'orzo maltato determinando aromi e gusti torbati tipici del single malt whisky.
Ogni distilleria è stata costruita vicino ad un corso di acqua dalle caratteristiche particolari che contribuiscono all'unicità del single malt.
Il fuoco è l'elemento che permette anche la distillazione riscaldando il liquido fermentato e permettendo così l'evaporare dell'alcol che è quindi raccolto alla fine della distillazione.
L'ultimo elemento è l'aria, fondamentale in ogni fase e determinante durante i lunghi anni di maturazione del distillato nei barili di rovere, nei magazzini esposti alle intemperie del nord oppure alla furia dell'oceano atlantico o ancora al clima mite delle Lowlands le terre del sud.
La varietà del clima e la pura aria della Scozia si unisce agli altri elementi della vita per creare un drink eccellente, da gustare, centellinandolo, in pieno relax, dopo una faticosa giornata, possibilmente in buona compagnia."

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