il secondo giorno partiamo di buon ora. Non avevo immaginato di vedere cose tanto diverse dal solito. Io da quelle parti ci sono stato decine di volte, in ogni stagione e con ogni condizione meteo. Ma mai di mattina presto!
Sai la differenza! Direbbe qualcuno. E invece la differenza è....commovente. La luce del mattino ha quell'ottimismo che solo una cosa appena cominciata può avere. Porta in sé la promessa di una giornata nuova tutta da fare. Ecco la differenza. Ora, immaginate un posto bellissimo che sapete voi e poi immaginatelo al mattino presto, con i raggi del sole obliqui e i colori ben contrastati. E' più bello ancora, vero? A me è capitata la stessa cosa. Quei posti a me noti e che già amavo, visti con una luce nuova mi hanno veramente emozionato. Mi apparivano di una bellezza che bucava lo sguardo andando a scovare uno stupore profondo e spontaneo da qualche parte in fondo al casco.
Non si vede bene ma sotto sotto c'è un'espressione da UAHHHH!!!!
Riprendiamo la nostra strada che ci porterà sull'altopiano di Campo Imperatore. Da lontano si scorge, sulla sommità del costone, Rocca Calascio che alcuni km più in là torreggia sul territorio circostante, forte della sua visuale a 360 gradi da cui domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli. Si trova all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 1500 metri. È conosciuta per la presenza della rocca, una delle più elevate d'Italia, che pare risalga all'anno mille, e dell'antico borgo medioevale sottostante, oggi abitato da una decina di persone.
Decidiamo di andarci. C'è da fare una scarpinata a piedi in salita ma ne vale la pena. Non saliremo fino alla fortezza che io avevo già visitato. Ah tempo tiranno! All'una avremmo dovuto essere già a casa. Però anche dal punto di osservazione che abbiamo raggiunto c'è da rimanere senza parole.
La chiesa di Santa Maria della Pietà che vedete è più recente del castello. E' un tempietto eretto sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti, ai tempi della transumanza.
Ma basta con la cultura. Come disse Saintz "non siamo qui per l'archeologia" e così ci rimettiamo in moto per andare a Campo Imperatore.
