Ho seguito dall'inizio tutte le varie fasi progettuali e realizzative dello scarico: la moto su cui sarà installato è la mia.
Nell'ottica di possedere una motocicletta fuori dalle convenzioni, naturalmente senza perdere di vista il portafoglio, l'idea
di installare uno scarico fuori dagli schemi classici APRILIA mi frullava in testa da diverso tempo.
Però non riuscivo a pensare nulla di veramente diverso e che nel contempo fornisse un vantaggio reale.
La premessa era: visto che voglio uno scarico diverso, allora che sia uno scarico che dia non solo vantaggi prestazionali. La mia moto è già esuberante così. Altri cavalli non li sfrutterei.
L'idea è venuta guardando la moto di kalex:

preparatore tedesco, che intorno ad un motore RSV portato a 1100, costruisce una moto. Nel senso che costruisce un telaio a traliccio,

un forcellone oscillante artigianale,

elettronica fatta da loro,

forcella anteriore e mono white power, serbatoio e carene in carbonio, coda in carbonio strutturale che non necessita di
telaietto reggisella.
Una moto irraggiungibile per una persona normale, che non dispone di attrezzature, tempo, eseperienza, conoscenza e soldi che hanno i signori di kalex.
Lo scarico che i tedeschi hanno realizzato, è quello che mi sono prefissato di raggiungere.
Non è stato così facile.
La considerazione era: se lo hanno fatto i tedeschi lo possiamo fare anche noi. Uso il plurale maiestatis, ma in realtà il lavoro
lo ha fatto tutto Luca.
In effeti non era poi del tutto così.
Kalex ha costruito una moto intorno ad un motore. Ovvero, visto che costruivano il telaio, hanno giustamente pensato di
facilitarsi il lavoro preogettando e realizzando come gli faceva comodo.
La sospensione posteriore è disassata rispetto alla posizione del telaio APRILIA: c'è più agio per il passaggio del
collettore posteriore.

Il vaso di espansione dell'olio motore, ha una forma diversa: lo spazio lasciato verso il basso, è recuperato in alto. In
questo modo si ha più agio per le curve dei collettori.

La luce da terra del motore è maggiore di quella della RSV.
Queste sono le premesse.
Da qui a realizzare una cosa simile, senza massacrare il portafoglio ne passa di strada.
Luca ha fatto quanto di meglio non era possibile fare. Le fettine di tubo tagliate a varie angolazioni e saldate, sono
un'opera d'arte. Rispettano la stessa modalità costruttiva degli scarichi da moto GP.
Non massacrare il portafoglio vuol dire approcciare con un costo contenuto. Non siamo un'azienda: è costoso, per esempio, costruire un silenziatore. Quello utilizzato è un MIVV conico. Si compera usato, si spende poco e si è sicuri della riuscita perchè lo ha già sperimentato MIVV.
E poi c'è il discorso della resa. Non è facile metterlo a punto, in modo che non renda peggio degli altri. Anche questo era
un rischio che si correva. Allora un conto è spendere poco perchè c'è il rischio di buttare tutto; un altro conto è partire
alla grande spendendo una cifra sostanziale e sempre correre il rischio di buttare tutto perchè non funziona.
Invece funziona pure! Io non l'ho ancora provato, ma mi fido dell'entusiasmo che le prove hanno suscitato in Luca.
Termino con il concetto del vantaggio reale accennato all'inizio: è ciclistico. Il peso concentrato verso il basso
rende più stabile la moto. I silenziatori sopra la targa o che corrono lungo i lati della moto sono sicuramente belli. Spesso contribuiscono a decretare il successo o l'insucesso commerciale di un modello. Ma in termini ciclistici rendono il mezzo meno stabile in confronto ad un silenziatore che aiuta a concentrare il peso verso il centro del mezzo ed in basso. E poi vuoi mettere la possibilità di guardare il forcellone oscillante (che considero uno
splendido oggetto di design industriale), da entrambi i lati senza essere oscurato dagli scarichi!
Bravo Luca.